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Preponente

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Provvedimenti

Provvigione agente: spetta per gli appalti pubblici?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'agente che richiedeva il pagamento di provvigioni per l'aggiudicazione di una gara d'appalto a favore della sua società preponente. La Corte ha stabilito che la provvigione agente matura solo con la conclusione dei singoli contratti di fornitura e non con la semplice aggiudicazione della gara. L'agente non è riuscita a fornire la prova della conclusione di tali affari, pertanto la sua domanda è stata respinta.
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Indennità meritocratica: niente se c’è giusta causa
La Cassazione stabilisce che l'indennità meritocratica non è dovuta all'agente in caso di recesso per giusta causa. Questa indennità, seppur legata all'acquisizione di nuovi clienti, rientra nella disciplina generale dell'art. 1751 c.c., che esclude ogni compenso in caso di grave inadempimento dell'agente. Il caso riguardava un agente che aveva illegittimamente rifiutato una richiesta di mutuo a nome della banca preponente.
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Indennità di preavviso preponente: non spetta mai
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23057/2024, ha stabilito un principio cruciale nel contratto di agenzia: l'indennità di preavviso preponente non è dovuta, neanche in caso di recesso per giusta causa a causa di un grave inadempimento dell'agente. La Corte ha chiarito che nessuna norma prevede tale diritto per il mandante, il cui unico vantaggio è poter interrompere il rapporto immediatamente senza versare l'indennità di fine rapporto. La sentenza ha anche accolto le ragioni dell'agente riguardo a una richiesta di provvigioni, cassando la decisione d'appello per non aver considerato le istanze istruttorie volte a ottenere la documentazione necessaria dalla società preponente.
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Giusta causa di recesso: quando l’agente può usarla
Un promotore finanziario ha invocato la giusta causa di recesso dal contratto di agenzia con una banca, lamentando inadempimenti a seguito di un'operazione societaria. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando le decisioni di merito. Ha precisato che, sebbene l'istituto si applichi all'agenzia, la valutazione della gravità è più rigorosa e l'agente non ha fornito prove sufficienti di un inadempimento grave da parte della banca preponente.
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Provvigione agente: sì alla transazione tra le parti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12816/2024, ha stabilito un importante principio in materia di provvigione agente. Se il preponente e il cliente concludono una transazione che comporta la mancata esecuzione di un contratto procurato dall'agente, a quest'ultimo spetta una provvigione ridotta ai sensi dell'art. 1748, co. 5, c.c. sulla parte non eseguita. La Corte ha chiarito che, sebbene la provvigione piena non sia dovuta sulla somma transattiva (in quanto non è corrispettivo per affari conclusi), l'accordo che estingue il rapporto contrattuale rientra nella previsione di legge che tutela l'agente.
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Competenza territoriale previdenza: Cassazione chiarisce
Una società si opponeva a una richiesta di contributi da parte di un ente previdenziale per agenti. Il tribunale di primo grado si dichiarava incompetente. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso, ha chiarito la regola sulla competenza territoriale previdenza: per le controversie tra azienda preponente ed ente, si applica il foro della sede centrale dell'ente stesso, data la natura 'trilaterale' del rapporto contributivo (azienda-agente-ente).
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Storno provvigionale: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, si è pronunciata sulla legittimità di uno storno provvigionale effettuato da una società preponente nei confronti del proprio agente. Il caso verteva sulla restituzione di provvigioni erroneamente corrisposte al lordo, anziché al netto degli sconti commerciali come pattuito. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso dell'agente, stabilendo che la disciplina restrittiva sulla ripetizione delle provvigioni (art. 1748, co. 6, c.c.) si applica solo in caso di mancata esecuzione del contratto e non per la correzione di errori di calcolo, confermando così la legittimità dello storno provvigionale operato dall'azienda.
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Provvigioni stornate: onere della prova per l’agenzia
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società di assicurazioni che richiedeva la restituzione di provvigioni stornate a un ex subagente. La Corte ha stabilito che, sebbene il diritto alla restituzione possa derivare dalla legge, spetta alla società preponente l'onere di provare in giudizio i fatti costitutivi della sua pretesa, come l'effettivo recesso dei clienti. La semplice presentazione di una copia di un documento, disconosciuta dalla controparte, non è sufficiente a tal fine.
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Patto di prova agenzia: valido senza preavviso?
Un agente ha contestato la validità del patto di prova agenzia dopo il recesso della società preponente. Il Tribunale di Monza ha respinto il ricorso, confermando che la clausola che esclude il preavviso durante la prova è legittima. La sentenza chiarisce che l'indennità di cessazione è dovuta solo se l'agente dimostra di aver procurato nuovi clienti o vantaggi sostanziali per la preponente, prova che in questo caso è mancata.
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