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Pertinenza edilizia

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Tettoia e abuso edilizio in zona sismica: condanna confermata
Un cittadino ha realizzato abusivamente una tettoia senza le necessarie autorizzazioni e senza rispettare i rigorosi vincoli costruttivi imposti dalla legge. I giudici territoriali hanno condannato il responsabile alla pena di due mesi di arresto e diecimila euro di ammenda, confermando l'ordine di demolizione dell'opera. Il responsabile ha proposto ricorso in Cassazione sostenendo la natura pertinenziale del manufatto e invocando la particolare tenuità del fatto. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando integralmente la condanna. I giudici hanno chiarito che integra un abuso edilizio in zona sismica qualsiasi opera priva delle autorizzazioni tecniche previste, a prescindere dalle ridotte dimensioni della struttura, fatta eccezione per la sola manutenzione ordinaria. La rilevante incidenza urbanistica impedisce inoltre l'esenzione da pena.
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Prescrizione del reato edilizio: annullata la condanna
Un proprietario ha realizzato un balconcino esterno in zona sismica senza richiedere il permesso di costruire. I giudici di merito lo hanno condannato e hanno ordinato la demolizione dell'opera, rigettando la tesi difensiva secondo cui il manufatto costituiva una semplice pertinenza. L'imputato ha presentato ricorso in Cassazione deducendo anche la mancata valutazione del termine di estinzione dell'illecito. La Suprema Corte ha chiarito che il balcone esterno amplia la sagoma dell'edificio e richiede il titolo abilitativo. Tuttavia, i giudici hanno rilevato la maturata prescrizione del reato edilizio a causa dell'incertezza sulla data di ultimazione dei lavori. Di conseguenza, la Corte ha annullato la condanna senza rinvio e ha revocato l'ordine di demolizione impartito dal tribunale.
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Abuso edilizio: condannati i tecnici per i permessi illegittimi
La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità penale di due funzionari comunali per il reato di abuso edilizio. I tecnici avevano rilasciato un permesso di costruire illegittimo per la copertura di un garage, a sua volta edificato abusivamente anni prima. Inoltre, il progetto approvato violava le altezze massime consentite dal regolamento locale. La Suprema Corte ha chiarito che il funzionario pubblico risponde di concorso nel reato se rilascia un titolo edilizio illegittimo con colpa cosciente. Poiché i ricorrenti non hanno contestato tutti i motivi autonomi della condanna, il ricorso è stato dichiarato inammissibile. Di conseguenza, non è stato possibile applicare la prescrizione del reato, e i funzionari sono stati condannati anche al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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