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Periculum libertatis (Pericolo derivante dalla libertà)

Definizione

Rischio concreto e attuale che l'indagato inquini le prove, fugga o commetta nuovi reati se lasciato libero.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Bancomat svaligiato: confermata custodia cautelare in carcere
Un indagato ha partecipato a un violento assalto notturno allo sportello bancomat di un istituto bancario mediante esplosivo, sottraendo circa 86.000 euro. Gli inquirenti lo hanno rintracciato poco dopo presso un'area di servizio con abiti sporchi e ferite incompatibili con la versione di un incidente stradale. Il Tribunale del riesame ha disposto la custodia cautelare in carcere al posto degli arresti domiciliari, ritenendo la condotta espressione di una criminalità organizzata e spregiudicata. L'indagato ha impugnato la decisione lamentando una valutazione superficiale della propria pericolosità sociale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la massima misura carceraria a causa delle precedenti condanne e dell'elevato pericolo di recidiva.
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Credenziali cedute e accesso abusivo a un sistema informatico
L'Amministratore di una società di trasporti ha ricevuto le credenziali informatiche sanitarie da medici e farmacisti compiacenti. I suoi dipendenti hanno inserito prescrizioni mediche fittizie per ottenere rimborsi pubblici sulla fornitura di ossigenoterapia a pazienti inconsapevoli o deceduti. La magistratura ha disposto gli arresti domiciliari per l'indagato. La Corte di Cassazione ha confermato i gravi indizi per il reato di accesso abusivo a un sistema informatico, truffa, falso e associazione per delinquere. L'uso distorto delle password ricevute volontariamente integra comunque un'intrusione illecita. Tuttavia, la Suprema Corte ha annullato con rinvio l'ordinanza cautelare limitatamente alle esigenze di custodia. Il Tribunale del Riesame deve rivalutare l'attualità e la concretezza del pericolo di recidiva.
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Attualità delle esigenze cautelari: tempo trascorso e carcere
Un indagato per estorsione aggravata dal metodo mafioso ha impugnato l'ordinanza del Tribunale del riesame che confermava la custodia cautelare in carcere. La difesa contestava il mancato rinvio dell'udienza e l'assenza di attualità delle esigenze cautelari, sostenendo il decorso del tempo dai fatti contestati. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. I giudici hanno chiarito che il pericolo di recidiva non richiede un'occasione criminale imminente, ma un giudizio prognostico basato sulla personalità e sul contesto. L'accertata permanenza del vincolo associativo e la prosecuzione di richieste estorsive giustificano la misura restrittiva. L'indagato resta in carcere e deve pagare le spese processuali.
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Misura cautelare interdittiva: serve pericolo concreto e attuale
Un Ufficiale di Polizia Giudiziaria subiva l'applicazione della misura cautelare interdittiva della sospensione dal pubblico ufficio per presunti reati di corruzione, peculato e falso legati a rapporti con un confidente. La difesa contestava l'utilizzabilità di atti compiuti a indagini scadute e l'assenza di esigenze cautelari attuali, dato il trasferimento del pubblico ufficiale e il tempo trascorso. La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio l'accusa di falso per inutilizzabilità delle intercettazioni tardive e ha annullato con rinvio l'ordinanza sulla misura cautelare interdittiva, rilevando la mancanza di pericoli concreti e attuali di recidiva o di inquinamento probatorio.
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