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Pericolo Di Fuga Nell'Estradizione

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Estradizione e pericolo di fuga: no al carcere automatico
Uno Stato estero richiede la consegna di un cittadino straniero per scontare una condanna per lesioni. I giudici territoriali applicano la custodia in carcere e negano i domiciliari, motivando il diniego con la scarsa conoscenza della lingua italiana e il recente arrivo in Italia. La difesa ricorre per Cassazione, dimostrando la presenza di forti legami familiari, un'offerta di lavoro e una domanda di asilo. La Suprema Corte accoglie il ricorso e annulla il provvedimento. La Corte afferma che il pericolo di fuga nell'estradizione non può essere presunto dalla semplice mancanza di radicamento sociale, ma richiede elementi concreti, specifici e sintomatici di una reale volontà di nascondersi o allontanarsi.
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Pericolo di fuga nell’estradizione: no a misure automatiche
La Corte di Cassazione ha chiarito le regole sul pericolo di fuga nell'estradizione passiva. La Corte d'Appello aveva applicato gli arresti domiciliari a un cittadino straniero, giustificando la misura unicamente con l'esistenza di una condanna penale da scontare all'estero. L'interessato viveva però regolarmente in Italia da molti anni e non aveva mai cercato di nascondersi. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'uomo e ha cancellato il provvedimento cautelare. I giudici hanno stabilito che il rischio di fuga non scatta in automatico per il solo fatto che pende una condanna estera. I magistrati devono indicare fatti precisi e comportamenti allarmanti che dimostrino la reale volontà di scappare. La vicenda torna ora ai giudici di merito per una nuova e corretta valutazione.
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Pericolo di fuga nell’estradizione: sì ai domiciliari
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità degli arresti domiciliari per un cittadino italiano destinatario di un mandato di arresto internazionale dall'Uruguay per traffico di stupefacenti. La Procura Generale aveva impugnato la misura, ritenendo necessario il carcere a causa della gravità del reato e del rischio di allontanamento. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, stabilendo che il pericolo di fuga nell'estradizione deve fondarsi su elementi concreti e non su semplici presunzioni. Nel caso specifico, l'assenza di precedenti penali, il forte radicamento familiare e l'inquadramento del reato come spaccio singolo (e non associazione a delinquere) giustificano la misura meno afflittiva dei domiciliari, rispettando i principi di adeguatezza e proporzionalità.
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