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Pec (Posta Elettronica Certificata) — Anno 2026

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Altri anni per Pec (Posta Elettronica Certificata)

Provvedimenti

Notifica funzionario difensore: le regole della Cassazione
Una lavoratrice si è rivolta alla Corte di Cassazione sostenendo la tardività di un appello promosso da un'amministrazione pubblica. Il nodo della questione era la validità della notifica della sentenza di primo grado al funzionario difensore. La Suprema Corte ha respinto il ricorso, chiarendo che per far decorrere il termine breve per l'impugnazione, la notifica deve essere indirizzata in modo inequivocabile al funzionario in qualità di difensore, e non genericamente all'ente. Una notifica all'indirizzo PEC istituzionale dell'amministrazione è stata ritenuta inidonea a tale scopo.
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Scientia decoctionis: prova e oneri del creditore
Una società creditrice ha ricevuto pagamenti da un'altra società, poi fallita. Il curatore ha agito in revocatoria, sostenendo la conoscenza dello stato di insolvenza (scientia decoctionis). La creditrice ha contestato la validità della notifica dell'atto di citazione (ricevuta via PEC con file .p7m) e la mancanza di prove. La Cassazione ha respinto il ricorso, affermando che il destinatario di una PEC deve essere in grado di aprire i formati legali come il .p7m e che la scientia decoctionis si può provare con indizi quali solleciti, piani di rientro falliti e le stesse dichiarazioni del creditore in precedenti atti giudiziari.
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Proposta lavorativa ignorata: Cassazione annulla diniego
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza che negava l'affidamento in prova a un detenuto, motivando con l'assenza di offerte di impiego. La Corte ha rilevato che una proposta lavorativa era stata regolarmente depositata via PEC prima dell'udienza ma non era stata esaminata, viziando così la motivazione del provvedimento. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Deposito appello penale: la PEC è valida?
La Corte di Cassazione ha stabilito la validità del deposito appello penale effettuato tramite Posta Elettronica Certificata (PEC) nel periodo transitorio. Un appello, inizialmente dichiarato inammissibile dalla Corte d'Appello perché depositato via PEC, è stato ritenuto valido dalla Cassazione, che ha annullato la precedente ordinanza. La Suprema Corte ha chiarito che, fino al 31 marzo 2025, per specifici procedimenti come il rito abbreviato, il deposito con modalità non telematiche, inclusa la PEC, era ancora consentito.
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