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paternità

Definizione

Nell'accezione comune primaria paternità indica la condizione di padre, di colui, cioè, che nell'atto sessuale con la donna crea un nuovo essere umano, con il quale egli intrattiene un rapporto giuridico/affettivo unico e privilegiato. Da questo concetto di paternità derivano quelli di paternità adottiva, spirituale, ecc. Secondo una visione antropologica evoluzionista, il concetto corrente di paternità è una costruzione culturale della specie umana, a seguito della rivoluzionaria scoperta che è lo sperma dell'uomo a fecondare la donna e a renderla madre. Prima di tale scoperta, nell'uomo così come anche in alcuni dei suoi parenti biologici più stretti (scimpanzé e bonobo), i maschi non potevano presentare alcun legame di "paternità", ma solo quello di istintiva affettività.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Diffamazione social: quando l’allusione è lecita
La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la condanna per diffamazione inflitta a un utente che aveva pubblicato su Facebook un commento allusivo riguardante il cambio dei vertici della Procura locale. La Corte ha stabilito che il fatto non sussiste poiché il messaggio, pur contenendo un'insinuazione, non presentava una carica offensiva immediatamente percepibile dall'uomo medio. La decisione sottolinea che, in tema di diffamazione, non si possono reprimere le intenzioni ipotetiche, ma solo le esternazioni materiali concretamente lesive e chiaramente riferibili a un soggetto individuabile.
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Diritto d’autore: tutela per le opere digitali
Una nota emittente radiotelevisiva è stata condannata per aver violato il **Diritto d'autore** di un'artista, utilizzando una sua opera grafica digitale come scenografia per una celebre kermesse canora senza autorizzazione. La Suprema Corte ha confermato che anche le opere digitali, incluse quelle create con l'ausilio di software, godono di protezione se presentano un apporto creativo originale. La decisione sottolinea l'importanza della tutela delle opere dell'ingegno nell'era digitale e la responsabilità delle grandi aziende mediatiche nel verificare la titolarità dei contenuti utilizzati.
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Diffamazione a mezzo stampa e firma del giornalista
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna al risarcimento danni nei confronti di una giornalista per diffamazione a mezzo stampa. La ricorrente sosteneva di non essere responsabile poiché gli articoli erano stati modificati dal direttore della testata. Tuttavia, la Suprema Corte ha stabilito che l'apposizione della firma comporta l'assunzione della paternità dell'opera e delle relative responsabilità. La decisione ribadisce che la diffamazione a mezzo stampa integra un illecito civile ex art. 2043 c.c. quando le espressioni utilizzate ledono l'onore e il prestigio di un ente, superando i limiti della continenza e del diritto di cronaca.
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Falsità materiale: quando il falso non è innocuo
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di **falsità materiale** commessa da un privato che aveva contraffatto un certificato per giustificare l'allontanamento dal luogo di detenzione. Il ricorrente sosteneva l'inoffensività del fatto, configurando l'ipotesi di falso innocuo. Tuttavia, i giudici hanno dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'alterazione di un documento che ne compromette la funzione documentale è sempre penalmente rilevante, a prescindere dall'uso specifico che il soggetto intenda farne o dall'effettiva utilità del documento stesso ai fini della giustificazione.
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