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Partecipation exemption

Definizione

Un regime fiscale che esenta (o quasi) dalla tassazione i dividendi ricevuti da una società che detiene partecipazioni in un'altra, per evitare che lo stesso utile sia tassato più volte lungo la catena societaria.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Dividendi Esteri: Cassazione Riconosce Tassazione Discriminatoria
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di tassazione dividendi esteri discriminatoria. Una società lussemburghese aveva ricevuto dividendi da una società italiana, subendo una ritenuta del 15%. L'Amministrazione finanziaria aveva negato il rimborso, ritenendo non provata la discriminazione rispetto alla tassazione dell'1,65% per le società italiane, né l'effettivo pagamento dell'imposta all'estero. La Cassazione ha accolto il ricorso, affermando che il regime fiscale applicato era discriminatorio e violava la libera circolazione dei capitali. Ha stabilito che la società estera doveva solo essere soggetta a imposta nel proprio paese, senza dover dimostrare l'effettivo pagamento. La sentenza precedente è stata cassata e il caso rinviato per una nuova decisione.
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Rimborso IRES Dividendi: Cassazione Riconosce Discriminazione Fiscale UE
Una società olandese ha chiesto il Rimborso IRES Dividendi per ritenute subite in Italia tra il 2005 e il 2007. L'Agenzia delle Entrate aveva applicato una ritenuta del 15% sui dividendi ricevuti da una società italiana, mentre per le società residenti in Italia l'aliquota effettiva era dell'1,65%. La società ha contestato questa disparità di trattamento, ritenendola una violazione del principio di libera circolazione dei capitali dell'Unione Europea. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, affermando che il regime fiscale italiano era discriminatorio e che la ritenuta applicabile doveva essere ridotta all'1,65%, concedendo il rimborso di oltre 4 milioni di euro.
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Partecipation exemption: rimborso Ires alle società estere
Una società di diritto francese ha venduto le proprie quote in una società italiana, realizzando una plusvalenza. L'Agenzia delle Entrate ha tassato questo guadagno applicando le regole per i soggetti non residenti, molto più onerose rispetto a quelle previste per le società italiane. Queste ultime beneficiano infatti della partecipation exemption, che esenta dalle tasse il 95% del guadagno. La società estera ha quindi chiesto il rimborso delle maggiori imposte pagate. La Corte di Cassazione ha dato ragione alla società francese, stabilendo che negare la partecipation exemption alle società dell'Unione Europea prive di stabile organizzazione in Italia costituisce una discriminazione vietata dal diritto comunitario. L'Agenzia delle Entrate è stata condannata a rimborsare la differenza e a pagare le spese legali.
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Fisco e accertamento integrativo: vietato cambiare idea senza prove
Una società holding subisce una verifica fiscale nel 2009. Il Fisco non contesta un'operazione di vendita di quote societarie agevolata. Nel 2015, basandosi solo su un cambio di interpretazione interna e senza nuovi fatti, l'Agenzia delle Entrate esegue un nuovo controllo ed emette un accertamento integrativo per recuperare oltre 125 milioni di euro. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso della società e annulla l'atto. I giudici chiariscono che l'accertamento integrativo richiede tassativamente la scoperta di elementi di fatto nuovi e precedentemente sconosciuti. Un semplice ripensamento giuridico o un mutamento della prassi dell'amministrazione finanziaria non legittima l'emissione di un secondo avviso di accertamento per lo stesso periodo d'imposta.
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