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Palese infondatezza

Definizione

Si verifica quando un'istanza o un ricorso appare chiaramente e immediatamente privo di qualsiasi fondamento giuridico o fattuale, tanto da non richiedere un esame approfondito.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Parcheggiatore abusivo: prova e condanna in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per l'attività di parcheggiatore abusivo. La Corte ha ritenuto l'impugnazione manifestamente infondata, poiché si limitava a riproporre argomenti già respinti in appello. La condanna è stata confermata sulla base di prove circostanziali quali la ricezione di denaro da un automobilista e il possesso di numerose monete, in assenza di spiegazioni alternative plausibili.
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Guida in stato di ebbrezza: prova e onere della difesa
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. Nonostante l'assenza di testimoni diretti che lo avessero visto guidare, la Corte ha ritenuto sufficienti gli indizi raccolti: essere stato trovato vicino al veicolo incidentato, esserne comproprietario e avere un tasso alcolemico superiore ai limiti, in assenza di una spiegazione alternativa credibile.
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Parcheggiatore abusivo: condanna senza prova del compenso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per l'attività di parcheggiatore abusivo. La Corte ha stabilito che la condanna è legittima anche in assenza della prova del pagamento di un compenso, essendo sufficiente che l'imputato sia stato sorpreso a indicare con gesti inequivocabili gli spazi per parcheggiare. L'appello è stato ritenuto una mera riproposizione di argomenti già respinti.
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Parcheggiatore abusivo: inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per l'attività di parcheggiatore abusivo. L'impugnazione è stata respinta per palese infondatezza, poiché si limitava a riproporre censure già esaminate e disattese dal giudice di merito, il quale aveva accertato con prove concrete l'effettivo svolgimento dell'attività illecita.
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