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Origine non preferenziale della merce

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Origine Merce Falsa? Viti da Taiwan con dazio filippino
Un'azienda importatrice ha dichiarato che le viti importate provenivano dalle Filippine, ottenendo un dazio agevolato. L'Agenzia delle Dogane ha contestato questa dichiarazione, sostenendo che la vera provenienza fosse Taiwan e che la lavorazione nelle Filippine (trasformazione da acciaio semilavorato a viti) non fosse sufficiente a cambiarne l'origine. Secondo l'Agenzia, si trattava di un'elusione dei dazi antidumping più alti previsti per i prodotti taiwanesi. Il caso ruota attorno alla corretta definizione dell'origine non preferenziale della merce. La Corte di Cassazione ha temporaneamente sospeso il giudizio per valutare la possibilità per l'azienda di aderire a una definizione agevolata della controversia.
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Origine Merce: Lavorazione in India Salva da Dazio Antidumping
Un'azienda importava dall'India tubi in acciaio, che l'Agenzia delle Dogane riteneva fossero di origine cinese e quindi soggetti a dazio antidumping. L'accertamento si basava su un'indagine dell'OLAF. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'azienda, stabilendo un principio fondamentale sull'origine non preferenziale della merce. Citando una sentenza della Corte di Giustizia UE, ha chiarito che una lavorazione sostanziale, come la trasformazione a freddo che modifica la classificazione doganale del prodotto (da una sottovoce a un'altra), è sufficiente a conferire una nuova origine al bene. Di conseguenza, i tubi sono stati considerati di origine indiana e non più cinese, annullando la pretesa del dazio.
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