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Organizzazione di tendenza

Definizione

Un'organizzazione che persegue scopi non economici ma di natura politica, sindacale, religiosa o ideologica. Gode di regole speciali sui licenziamenti, ma queste non si applicano in caso di licenziamento ritorsivo.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Unico centro di imputazione: reintegra e stop agli scudi formali
Una lavoratrice ha impugnato il licenziamento intimato da un'associazione di categoria e da una società di servizi collegata. I giudici hanno accertato che entrambi gli enti gestivano l'attività lavorativa in modo promiscuo e con risorse condivise, qualificandoli come un unico centro di imputazione. Tale assetto esclude lo status di organizzazione di tendenza priva di scopo di lucro e rende applicabile la tutela della reintegrazione. La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del licenziamento, rigettando il ricorso dei datori di lavoro e disponendo il reintegro e il risarcimento del danno per la dipendente.
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Licenziamento collettivo: Onlus condannata a reintegrare
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del licenziamento di una dipendente di un'associazione Onlus. L'ente aveva avviato una procedura di licenziamento collettivo motivata dalla chiusura del servizio trasporti. Tuttavia, i giudici hanno accertato che l'associazione operava con criteri di economicità imprenditoriale, escludendo la qualifica di organizzazione di tendenza. Inoltre, i dipendenti erano tra loro intercambiabili. Di conseguenza, la scelta del personale da licenziare non poteva limitarsi al solo reparto soppresso, ma doveva coinvolgere tutti i lavoratori con mansioni equivalenti. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'associazione, confermando la reintegrazione nel posto di lavoro della dipendente e il risarcimento del danno.
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Licenziamento ritorsivo: crisi finta, vendetta vera, reintegra
La Corte di Cassazione ha confermato la nullità di un licenziamento intimato da un'associazione di categoria a una sua dipendente. L'associazione aveva motivato il recesso con una crisi economica, ma i giudici hanno accertato che la vera causa era una vendetta. La lavoratrice, infatti, si era rifiutata di rinunciare a una parte del suo stipendio. La Corte ha qualificato l'atto come un licenziamento ritorsivo, stabilendo che in questi casi si applica sempre la massima tutela, cioè la reintegrazione nel posto di lavoro. Questa regola vale anche per le cosiddette 'organizzazioni di tendenza', come l'associazione datrice di lavoro. La lavoratrice ha quindi vinto la causa e ottenuto il diritto a riprendere il suo posto.
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Licenziamento ritorsivo: quando è nullo e illegittimo
La Corte di Cassazione conferma la nullità di un licenziamento disciplinare inflitto a un'infermiera da un'associazione non profit. I giudici hanno stabilito che le motivazioni addotte dal datore di lavoro erano pretestuose e che il recesso era in realtà un licenziamento ritorsivo, ovvero una vendetta. Di conseguenza, è stata confermata la reintegrazione della lavoratrice, chiarendo che la tutela reale si applica anche alle cosiddette 'organizzazioni di tendenza' in caso di licenziamenti nulli.
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