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Ordinanza di correzione di errore materiale

Definizione

Un provvedimento emesso da un giudice per rettificare sviste puramente formali, come errori di battitura o di calcolo, in un atto giudiziario senza alterare il contenuto della decisione.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Correzione Errore Materiale in Cassazione: Chi Paga Davvero le Spese?
La Corte di Cassazione ha esaminato l'istanza di un Ricorrente per la correzione errore materiale di una precedente ordinanza. In tale provvedimento, il dispositivo aveva erroneamente indicato "Il Comune" anziché "Il Ricorrente" come soggetto condannato al pagamento delle spese legali. La Corte ha riconosciuto che si trattava di una chiara svista. Ha quindi accolto l'istanza, disponendo la modifica del testo originale. Questo assicura che il vero soggetto, il Ricorrente, sia correttamente identificato per le spese del giudizio di legittimità.
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Correzione Sentenza: Lavoratore Contro Azienda, Ricorso Inammissibile
Un Lavoratore, licenziato illegittimamente, ottenne la reintegrazione e un risarcimento. Il Tribunale corresse un errore materiale nella sentenza, aggiungendo il massimo risarcimento. Il Lavoratore impugnò questa correzione, sostenendo che alterava una sentenza definitiva. La Corte d'Appello confermò la validità della correzione, poiché la motivazione della sentenza originaria già prevedeva tale importo. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Lavoratore, stabilendo che l'impugnazione correzione sentenza è ammissibile solo se riguarda gli effetti sostanziali della correzione e non semplici vizi procedurali. La correzione di un errore materiale non può modificare il contenuto concettuale della decisione. Il Lavoratore è stato condannato alle spese legali.
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Termine impugnazione ordinanza correzione: errore del giudice non salva l’azienda
Un'Azienda ha impugnato una cartella esattoriale. Il giudice di primo grado, pur motivando il rigetto, per un errore materiale ha scritto 'accoglie' il ricorso nel dispositivo. L'Agenzia delle Entrate ha ottenuto un'ordinanza di correzione. L'Azienda ha appellato tale ordinanza oltre i termini brevi, confidando nel termine lungo. La Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo un principio chiave sul termine impugnazione ordinanza correzione: la comunicazione dell'ordinanza da parte della cancelleria fa decorrere il termine breve per appellare. L'appello tardivo è stato quindi dichiarato inammissibile, con la vittoria definitiva dell'Agenzia delle Entrate.
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Errore materiale: correzione di un’ordinanza giudiziaria
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza per la correzione di un errore materiale contenuto in un suo precedente provvedimento. L'errore consisteva nell'aver indicato il Giudice di Pace di Roma anziché quello di Arezzo come autorità giudiziaria di provenienza del caso. Su istanza della parte ricorrente, la Corte ha riconosciuto la svista, palesemente derivante da una discrepanza con l'intestazione dell'atto, e ha disposto la rettifica sia nella parte motiva che nel dispositivo della precedente ordinanza, senza provvedere sulle spese data la mancata opposizione della controparte.
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Errore materiale: Cassazione corregge la terminologia
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2513/2025, ha disposto la correzione di un errore materiale contenuto in un suo precedente provvedimento (n. 5620 del 2024). L'errore consisteva nell'aver utilizzato il termine 'decreto' anziché 'sentenza' per qualificare l'atto impugnato. La Corte ha quindi ordinato la sostituzione del termine errato, sia nella motivazione che nel dispositivo, chiarendo che tale intervento non altera la sostanza della decisione ma ripristina la correttezza formale dell'atto.
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Correzione errore materiale: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza specifica, ha disposto la rettifica di alcuni errori di battitura contenuti in un suo precedente provvedimento. Il caso riguardava un contenzioso di lavoro. La Corte ha chiarito che la procedura di correzione errore materiale ha natura amministrativa e non contenziosa, pertanto non prevede la condanna al pagamento delle spese processuali, in quanto non vi è una parte soccombente nel merito della procedura di correzione stessa.
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