L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione della Commissione Tributaria Regionale che aveva annullato un avviso di accertamento contro una società di legnami. Il fisco contestava maggiori ricavi non dichiarati, calcolati applicando un margine di ricarico basato su uno sfrido (scarto di produzione) dell'1%, ignorando lo sfrido del 6,73% documentato dall'azienda. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del fisco, confermando che i giudici di merito hanno correttamente valutato le prove fornite dalla società. L'azienda ha infatti dimostrato in modo analitico la produzione giornaliera di scarti e la correttezza dei costi iscritti in inventario. Di conseguenza, l'accertamento analitico-induttivo dell'ufficio è stato ritenuto infondato, poiché il contribuente ha superato le presunzioni dell'amministrazione con prove concrete e dettagliate.
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