La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Agenzia delle Entrate in un caso di presunta esterovestizione. La sentenza chiarisce i limiti del sindacato della Corte sull'omesso esame di un fatto decisivo, affermando che non può riesaminare il merito delle prove, ma solo verificare la totale omissione di un fatto storico. L'Agenzia contestava la residenza fiscale di una società lussemburghese, ritenendola di fatto amministrata in Italia, ma le prove addotte (email, presenze dell'amministratore) sono state giudicate insufficienti dal giudice di merito, valutazione che la Cassazione ha ritenuto insindacabile.
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