Una struttura sanitaria privata ha citato in giudizio un'Azienda Sanitaria Locale e la Regione per ottenere il pagamento di prestazioni sanitarie in regime di 'day hospital'. La struttura sosteneva di aver legittimamente convertito 40 posti letto ordinari in posti 'day hospital' sulla base di delibere regionali, ma sia il Tribunale che la Corte d'Appello hanno respinto la richiesta, negando che l'accreditamento sanitario per tali prestazioni fosse automatico. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha sospeso la decisione per esaminare una questione preliminare sollevata dalla ASL: la possibile nullità originaria della concessione di pubblico servizio, che renderebbe nulli anche i successivi contratti di budget.
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