Un gruppo di tecnici ha sottoscritto un contratto con l'Azienda committente per la progettazione di un'opera pubblica. Anni dopo la consegna degli elaborati, l'Azienda ha richiesto modifiche sostanziali al piano originario per adeguarsi a nuove normative ed esigenze urbanistiche. I professionisti hanno realizzato il nuovo progetto richiedendo il pagamento del lavoro straordinario. L'Azienda si è opposta sostenendo che l'accordo iniziale prevedeva un compenso a forfait escludendo ogni maggiorazione. La Corte di Cassazione ha confermato il diritto dei tecnici a ottenere un compenso aggiuntivo per varianti progettuali. I giudici hanno chiarito che, quando il cliente richiede una variazione radicale dell'impostazione dell'opera, le clausole sul prezzo fisso non coprono il nuovo lavoro e la prestazione deve essere retribuita separatamente.
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