Un legale rappresentante di un'azienda è stato condannato per reati tributari, in particolare per dichiarazione fraudolenta e omessa dichiarazione. L'imputato ha presentato ricorso in Cassazione, contestando la validità della notifica imputato irreperibile e la mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che le ricerche per la dichiarazione di irreperibilità erano state eseguite correttamente secondo l'Art. 159 c.p.p., non essendo obbligatorio estenderle a domicili cessati. Ha inoltre ritenuto irrilevante la mancanza del capo di imputazione in un avviso successivo, dato che la notifica iniziale era completa.
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