Un'imprenditrice ha ricevuto una cartella di pagamento per omessa registrazione di un lavoratore. La Corte d'Appello ha annullato la cartella, ritenendo invalida la **notifica atti amministrativi**. Questa era stata consegnata alla sorella non convivente nell'androne del palazzo, senza la raccomandata informativa obbligatoria. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Agenzia per tardiva notifica. Ha inoltre ribadito che la notifica a un familiare, anche non convivente, è valida solo se avviene all'interno dell'abitazione del destinatario, non in aree comuni, per garantire la presunzione di consegna.
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