La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22281/2024, ha chiarito i limiti della prova che il contribuente deve fornire in caso di accertamento sintetico. L'Agenzia delle Entrate aveva contestato un maggior reddito basato sull'acquisto di un immobile. La contribuente si era difesa sostenendo che si trattasse di un contratto simulato con il coniuge, senza effettivo esborso di denaro. La Corte ha stabilito che non è sufficiente per il giudice di merito ritenere credibile la tesi del contribuente sulla base della 'comune esperienza', ma è necessario un esame analitico delle prove fornite per superare la presunzione legale dell'accertamento sintetico. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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