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Mutua assistenza

Definizione

Principio di cooperazione e collaborazione tra le amministrazioni fiscali degli Stati membri dell'Unione Europea per la riscossione dei crediti tributari.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Decreto di irreperibilità nullo: libero per un indirizzo omesso
Il Tribunale di Milano ha annullato la notifica dell'ordine di carcerazione a carico di un cittadino straniero, disponendone la scarcerazione. La Procura aveva emesso un decreto di irreperibilità senza cercare l'uomo al suo indirizzo in Romania. Sebbene tale indirizzo non fosse scritto nel verbale di identificazione, la polizia aveva registrato gli estremi della sua carta d'identità rumena. La Cassazione ha rigettato il ricorso del Pubblico Ministero, stabilendo che le ricerche sono incomplete se l'indirizzo all'estero è facilmente conoscibile tramite i canali di cooperazione internazionale, partendo dai dati del documento d'identità già in possesso degli inquirenti. Di conseguenza, il decreto di irreperibilità è stato dichiarato nullo e la scarcerazione è stata confermata.
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Riscossione crediti esteri: cartella valida senza titolo allegato
Una società italiana ha impugnato una cartella di pagamento emessa per il recupero di crediti IVA dovuti alla Danimarca, lamentando la mancata allegazione del titolo esecutivo estero. I giudici di merito hanno accolto il ricorso per difetto di motivazione. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che per la riscossione crediti esteri in regime di mutua assistenza europea non è necessario allegare o riprodurre l'atto impositivo straniero nella cartella italiana. È sufficiente che l'atto indichi gli estremi della richiesta estera, la normativa applicabile e la natura del credito. Di conseguenza, la Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria, confermando la validità della cartella di pagamento e condannando la società al pagamento delle spese di giudizio.
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Impugnabilità presa in carico: la Cassazione decide
Una società contesta una comunicazione di presa in carico per un debito IVA estero. La Cassazione chiarisce i limiti dell'impugnabilità presa in carico: è ammessa solo se è il primo atto che rivela una pretesa sconosciuta. Tuttavia, il merito del debito va contestato nello Stato UE di origine, non in Italia. Ricorso rigettato.
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