Un uomo, esasperato dalla separazione coniugale, uccide il cognato e tenta di uccidere il nipote a colpi di pistola durante un incontro in auto. La Corte di Cassazione ha confermato la sua condanna, riconoscendo l'aggravante dell'omicidio per futili motivi. I giudici hanno stabilito che la volontà di 'punire' i parenti ritenuti responsabili della fine del matrimonio è una ragione spregevole e sproporzionata. È stata inoltre respinta la tesi della legittima difesa, poiché non esisteva un pericolo attuale e concreto che giustificasse una reazione così violenta, nonostante la presenza di coltelli nascosti nell'auto delle vittime.
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