La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 801/2024, ha stabilito che il regime del reverse charge su rottami si applica anche alle 'schiumature di alluminio' importate. L'Agenzia delle Dogane contestava l'applicabilità del meccanismo sostenendo che tali materiali, residui di lavorazioni chimiche, non fossero classificabili come rottami. La Corte ha rigettato il ricorso, affermando che ai fini dell'inversione contabile è irrilevante che il processo di produzione sia chimico o meccanico; ciò che conta è la natura del bene come residuo di lavorazione. La decisione conferma un'interpretazione estensiva della normativa IVA sui rottami.
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