La Corte di Cassazione conferma la condanna del titolare di un ristorante per il reato di getto pericoloso di cose a causa delle molestie olfattive prodotte dalla sua attività. La sentenza stabilisce che, anche in presenza di autorizzazioni, si applica il più severo criterio della "stretta tollerabilità" per proteggere la salute pubblica. Viene respinta la tesi difensiva sulla prescrizione e sull'errata valutazione delle prove, ribadendo che le emissioni maleodoranti, se superano una certa soglia, costituiscono reato.
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