La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 42465/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un padre condannato per violenza sessuale aggravata ai danni della figlia disabile. Il caso ha offerto l'occasione per chiarire un importante principio di diritto processuale: per i reati commessi prima della legge 69/2019, che ha aumentato le pene e spostato la competenza alla Corte d'Assise, restano competenti il Tribunale e la Corte d'Appello, poiché la modifica è di natura sostanziale e non processuale.
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