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Modifica Detenzione Domiciliare

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Modifica detenzione domiciliare: assente al controllo, perde i permessi
Un detenuto ai domiciliari si vede revocare il permesso di uscita di due ore perché non trovato in casa durante un controllo. L'uomo ricorre in Cassazione, sostenendo di essere stato nelle pertinenze dell'abitazione e portando la testimonianza di una vicina. La Corte Suprema, però, dichiara il ricorso inammissibile. La sentenza stabilisce un principio chiaro: la modifica detenzione domiciliare decisa dal magistrato può essere impugnata solo per violazione di legge, come la mancanza di motivazione, e non per contestare l'accertamento dei fatti. La Cassazione non può rivalutare le prove per decidere se il detenuto fosse o meno in casa.
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Modifica detenzione domiciliare: no al cambio orario per lavoro
Un uomo in detenzione domiciliare chiede di spostare l'orario del suo permesso di lavoro per esigenze stagionali. Il Magistrato di Sorveglianza nega la richiesta. L'uomo presenta ricorso alla Corte di Cassazione, la quale lo dichiara inammissibile. La Corte stabilisce che non è sufficiente chiedere una decisione diversa, ma è necessario indicare un preciso errore di legge commesso dal giudice precedente. La richiesta di una semplice modifica della detenzione domiciliare, basata su preferenze personali, non costituisce un valido motivo per un ricorso in Cassazione. Di conseguenza, il detenuto perde il ricorso e viene condannato a pagare le spese processuali e una multa.
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Modifica detenzione domiciliare: motivazione assente
Un soggetto in detenzione domiciliare ha subito una restrizione delle autorizzazioni di uscita dopo essere stato visto con un altro pregiudicato. La Corte di Cassazione ha annullato tale provvedimento restrittivo perché privo di qualsiasi motivazione. La sentenza sottolinea che ogni modifica della detenzione domiciliare che incide sulla libertà personale deve essere adeguatamente giustificata dal giudice, valutando la gravità della trasgressione e il suo impatto sul percorso rieducativo.
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Modifica detenzione domiciliare: il no della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto che chiedeva la modifica detenzione domiciliare per poter lavorare. La richiesta, già respinta dal Magistrato di Sorveglianza, mirava a ottenere l'autorizzazione a prestare attività lavorativa presso una ditta. La Corte ha confermato la decisione, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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