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Mobilità ex lege

Definizione

Il trasferimento obbligatorio di dipendenti da un ente pubblico all'altro, stabilito direttamente da una legge, senza che il lavoratore possa opporsi.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Frazionamento indennità di anzianità: continuità del servizio vince
Un gruppo di Lavoratori, trasferiti da un Ministero a un Ente di ricerca pubblico (CREA) per legge, ha visto frazionare il calcolo della propria indennità di anzianità al momento del pensionamento. L'Ente aveva inizialmente liquidato un'unica indennità, poi l'aveva ricalcolata distinguendo i periodi di servizio e chiedendo la restituzione di somme. La Corte di Cassazione ha stabilito che il trasferimento garantiva la continuità del rapporto di lavoro e dell'anzianità. Pertanto, il calcolo dell'indennità di anzianità non poteva essere frazionato, ma doveva avvenire in modo unitario, applicando la normativa più favorevole per l'intero periodo di servizio.
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Continuità del Rapporto di Lavoro: Anzianità Intatta dopo Trasferimento
Un lavoratore, trasferito da un Ministero a un ente di ricerca (CRA/CREA) per riorganizzazione, si è visto frazionare il calcolo dell'indennità di anzianità al termine del rapporto. L'ente ha ricalcolato il trattamento di fine servizio, distinguendo i periodi lavorativi e chiedendo la restituzione di un'eccedenza. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'ente, confermando la decisione della Corte d'Appello. Ha stabilito che il trasferimento per legge garantisce la piena Continuità del rapporto di lavoro, includendo l'anzianità maturata, e che il trattamento di fine servizio non può essere frazionato.
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TFS dopo trasferimento: l’Ente perde, vince il calcolo unitario
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale per i dipendenti pubblici trasferiti per legge da un'amministrazione a un'altra. Un Ente di ricerca aveva chiesto ad alcuni suoi dipendenti la restituzione di una parte della liquidazione, sostenendo che il calcolo dovesse essere 'spezzato' in due periodi, con regole diverse e meno vantaggiose. La Corte ha dato ragione ai lavoratori, affermando che il rapporto di lavoro è unico e continuo. Di conseguenza, si deve applicare il calcolo unitario del trattamento di fine servizio, utilizzando le regole dell'ultimo datore di lavoro per l'intera carriera, garantendo così ai dipendenti l'importo più elevato che avevano percepito.
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