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Misure Alternative All'Estero

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Misure alternative all’estero: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un Tribunale di Sorveglianza che aveva negato a un condannato, residente in Germania, l'accesso a misure alternative all'estero. Il diniego era motivato dalla mancata risposta delle autorità tedesche a una richiesta di informazioni. La Suprema Corte ha stabilito che le inefficienze procedurali estere non possono ricadere automaticamente sul richiedente e ha rinviato il caso al Tribunale per una nuova valutazione, imponendo di acquisire attivamente le informazioni necessarie.
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Misure alternative all’estero: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un Tribunale di sorveglianza che negava le misure alternative a una cittadina residente all'estero. La sentenza stabilisce che è un dovere del giudice italiano verificare la possibilità di eseguire le misure alternative all'estero, in un altro Stato dell'Unione Europea, conformemente alla normativa sul reciproco riconoscimento delle decisioni giudiziarie.
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Misure alternative all’estero: la Cassazione apre
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 7352/2025, ha stabilito che un condannato può eseguire l'affidamento in prova al servizio sociale nel proprio paese di residenza all'interno dell'UE (nella fattispecie, la Francia). La Corte ha annullato la decisione del Tribunale di Sorveglianza che, basandosi su giurisprudenza superata, aveva negato tale possibilità. La sentenza chiarisce che, grazie alla normativa europea sul reciproco riconoscimento (d.lgs. 38/2016), le misure alternative all'estero come l'affidamento in prova sono ammissibili, a differenza della detenzione domiciliare e della semilibertà che, mantenendo uno stato detentivo, non rientrano in tale disciplina.
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