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Minaccia Larvata

Definizione

Una minaccia non esplicita ma velata, indiretta o implicita, che è comunque sufficiente a spaventare una persona e a costringerla ad agire contro la sua volontà.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Estorsione nel rapporto di lavoro: il finto bivio del dipendente
Due dipendenti di un albergo lavoravano fino a venti ore al giorno, svolgendo mansioni non pattuite e senza ricevere il pagamento degli straordinari. I datori di lavoro li costringevano ad accettare queste condizioni dicendo che erano "liberi di andarsene". I giudici di merito avevano assolto i datori di lavoro escludendo il reato. La Corte di Cassazione ha invece stabilito che questa condotta configura il reato di estorsione nel rapporto di lavoro. La finta alternativa "prendere o lasciare" costituisce una minaccia larvata di licenziamento, che sfrutta la debolezza del dipendente in un mercato dove l'offerta di lavoro supera la domanda. La Suprema Corte ha quindi annullato la sentenza di assoluzione ai fini civili, rinviando la decisione al giudice civile per il risarcimento dei danni.
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Firma in bianco e ricatto: è estorsione ai danni dei lavoratori
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per estorsione ai danni dei lavoratori a carico di un datore di lavoro. L'imprenditore costringeva i suoi dipendenti extracomunitari, al momento dell'assunzione, a firmare lettere di dimissioni in bianco. Questo strumento di pressione veniva usato come minaccia per obbligarli a svolgere ore di straordinario non retribuite e a sopportare turni più pesanti. La Corte ha stabilito che tale condotta integra pienamente il reato di estorsione, poiché la minaccia di un licenziamento ingiusto, anche se velata, limita la libertà del lavoratore per ottenere un profitto illecito. L'appello dell'imprenditore è stato quindi respinto e la condanna è diventata definitiva.
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Estorsione datore di lavoro: Cassazione conferma condanna
Un datore di lavoro viene condannato per aver costretto le dipendenti a lavorare più ore per una paga inferiore a quella dovuta, sotto la costante minaccia di licenziamento. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per estorsione del datore di lavoro, stabilendo che il reato si configura durante l'esecuzione del rapporto, a prescindere da eventuali accordi iniziali, se il lavoratore è costretto ad accettare condizioni deteriori a causa della minaccia. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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