Un imprenditore minaccia un'azione civile contro una donna per le spese di custodia dei suoi cavalli. Lo scopo reale, però, non è recuperare il credito, ma costringerla a convincere il suo convivente a ritirare una causa di lavoro contro lo stesso imprenditore. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per tentata estorsione. Il principio sancito è che la minaccia di azione legale per estorsione si configura quando uno strumento legale, anche se basato su una pretesa astrattamente legittima, viene usato per ottenere un profitto ingiusto e non collegato alla pretesa stessa. L'imprenditore ha perso il ricorso.
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