LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Messa In Mora

Pagina 7 di 9

Provvedimenti

Contributo ENPAM: obblighi per le società accreditate
La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo per le società sanitarie accreditate di versare il Contributo ENPAM del 2% sul fatturato delle prestazioni specialistiche rese da medici esterni. La decisione chiarisce che la base di calcolo include i rimborsi del Servizio Sanitario Nazionale, al netto di spese forfettarie, e valida l'efficacia degli atti interruttivi della prescrizione notificati presso la sede legale. La parola_chiave è centrale nella determinazione degli oneri previdenziali per le strutture che collaborano con liberi professionisti.
Continua »
Prescrizione medici specializzandi: i nuovi termini
La Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione medici specializzandi per il risarcimento da mancata attuazione di direttive UE è di cinque anni. Tale termine, introdotto dalla Legge 183/2011, decorre dal 1° gennaio 2012 per i crediti il cui termine decennale residuo era superiore a cinque anni. Nel caso di specie, il diritto è stato dichiarato estinto poiché l'atto interruttivo è stato notificato oltre il quinquennio previsto dalla riforma, portando al rigetto delle domande risarcitorie.
Continua »
Prescrizione appalto pubblico: i termini di decorrenza
Un'impresa edile ha richiesto il pagamento per lavori pubblici ultimati nel 1996. L'ente comunale ha eccepito la prescrizione appalto pubblico. La Cassazione ha annullato la sentenza di merito che aveva ignorato diffide del 2001, erroneamente scambiate per documenti del 2011, riaprendo il caso per il calcolo dei termini decennali.
Continua »
Legittimo affidamento: notifica valida all’AUSL?
Una società edile ha citato in giudizio un ente regionale per il pagamento di lavori eseguiti per una vecchia Unità Sanitaria Locale (USL), ormai soppressa. La Corte d'Appello aveva respinto la domanda, ritenendo prescritto il diritto perché le lettere di messa in mora erano state inviate alla nuova Azienda Sanitaria Locale (AUSL) e non alla corretta Gestione Liquidatoria. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, accogliendo il ricorso della società. La Suprema Corte ha applicato il principio del legittimo affidamento, stabilendo che la notifica era valida perché l'ente pubblico stesso aveva indotto la società a credere che l'AUSL fosse il soggetto corretto a cui rivolgersi e perché, di fatto, le strutture amministrative coincidevano. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
Continua »
Interessi moratori D.Lgs. 231/2002: quando si applicano
Una società creditrice ha impugnato una sentenza che le negava l'applicazione degli interessi moratori D.Lgs. 231/2002 per una fornitura di prodotti sanitari a un ente pubblico. La Corte d'Appello ha riformato la decisione, affermando che i contratti di fornitura con la Pubblica Amministrazione rientrano nelle 'transazioni commerciali'. Di conseguenza, ha riconosciuto il diritto della società a ricevere i più elevati interessi di mora previsti dalla normativa speciale, con decorrenza dalla scadenza di ogni fattura e non da una successiva messa in mora.
Continua »
Risarcimento medici specializzandi: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13851/2023, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un medico specializzando volto a ottenere una maggiore quantificazione del risarcimento per la mancata attuazione di direttive comunitarie. La Corte ha confermato che il credito ha natura di 'debito di valuta' e non di 'valore', escludendo quindi la rivalutazione monetaria e stabilendo che gli interessi decorrono dalla domanda giudiziale. Questo consolida l'orientamento giurisprudenziale sul tema del risarcimento medici specializzandi.
Continua »
Prescrizione medici specializzandi: dies a quo confermato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di alcuni medici specializzandi che chiedevano il risarcimento per la mancata retribuzione durante gli anni '80. La Corte ha confermato il proprio orientamento consolidato, stabilendo che la prescrizione medici specializzandi, di durata decennale, decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della legge n. 370/99. È stata rigettata la tesi dei ricorrenti secondo cui il termine sarebbe dovuto partire solo dal momento in cui avrebbero avuto "piena conoscenza" del loro diritto, ritenendo le direttive comunitarie originarie sufficientemente chiare.
Continua »
Prova della ricezione: la raccomandata fa fede?
La Cassazione chiarisce il valore della prova della ricezione di una raccomandata in una controversia di lavoro. Dei lavoratori, illegittimamente trasferiti, avevano inviato una formale messa in mora al datore di lavoro per ottenere le retribuzioni. La Corte d'Appello aveva respinto le loro domande per mancanza della prova certa della ricezione. La Suprema Corte ha cassato la sentenza, affermando che il giudice di merito ha errato nell'ignorare gli avvisi di ricevimento prodotti in giudizio, che costituiscono prova decisiva del perfezionamento della comunicazione e della presunzione di conoscenza da parte del destinatario.
Continua »
Clausola risolutiva espressa: condanna per inadempimento
Il Tribunale di Milano ha confermato la risoluzione di un contratto di locazione di un bene strumentale a causa del mancato pagamento dei canoni da parte del conduttore. In virtù della clausola risolutiva espressa, il giudice ha condannato il resistente, rimasto contumace, al pagamento dei canoni scaduti, di una penale pari ai canoni futuri e alla restituzione del bene, oltre al pagamento delle spese legali.
Continua »
Onere della prova licenziamento: il ricorso generico
Un lavoratore ha impugnato un presunto licenziamento orale, ma la sua domanda è stata respinta a tutti i livelli di giudizio. La Corte di Cassazione ha confermato che l'onere della prova del licenziamento grava interamente sul lavoratore e che un ricorso basato su allegazioni generiche e contraddittorie non è sufficiente a soddisfarlo, portando alla dichiarazione di inammissibilità.
Continua »
Compenso avvocato: come si calcola il valore causa
Un cliente contesta il compenso richiesto dal proprio avvocato. La Corte di Cassazione accoglie parzialmente il ricorso, stabilendo che il giudice di merito ha errato nel calcolare il compenso avvocato basandosi su un valore della causa indeterminato e superiore a quello effettivo, senza fornire adeguata motivazione. La sentenza viene cassata con rinvio per una nuova e corretta liquidazione delle spettanze professionali.
Continua »
Contestazione bollette: appello respinto, cosa fare
La Corte d'Appello di Firenze ha respinto il ricorso di un consumatore relativo alla contestazione di bollette per forniture energetiche. La sentenza ha ritenuto infondate le eccezioni di prescrizione, doppio addebito e malfunzionamento del contatore. Il provvedimento chiarisce l'importanza di sollevare obiezioni specifiche e tempestive, confermando che l'invio di una raccomandata di messa in mora interrompe efficacemente i termini di prescrizione. La Corte ha inoltre ribadito che, in materia di contestazione bollette, un generico reclamo su consumi eccessivi non è sufficiente a invertire l'onere della prova a carico della società fornitrice.
Continua »
Fideiussione a semplice richiesta: la messa in mora basta?
La Corte d'Appello di Firenze ha riformato una sentenza di primo grado, stabilendo che in una fideiussione a semplice richiesta, l'invio di una messa in mora al garante-consumatore è sufficiente per interrompere la decadenza prevista dall'art. 1957 c.c. La Corte ha chiarito che, sebbene la clausola di deroga esplicita fosse nulla, la clausola di pagamento 'a semplice richiesta' consente al creditore di agire con un atto stragiudiziale. Il termine di decadenza, in caso di fallimento del debitore principale, decorre dalla data della dichiarazione di fallimento.
Continua »
Compensi professionali avvocato: quando il giudice li riduce
Un avvocato ha richiesto oltre 17.000 euro per l'assistenza legale fornita a due clienti in una causa societaria. I clienti hanno contestato l'importo. Il Tribunale, valutando il contributo minimo del legale al processo, ha ridotto significativamente i compensi professionali a 6.000 euro. La sentenza chiarisce anche che la negoziazione assistita non è obbligatoria quando i clienti agiscono come consumatori.
Continua »
Responsabilità solidale locazione: chi paga i canoni?
Una recente ordinanza della Cassazione chiarisce la responsabilità solidale locazione commerciale. Il venditore di un'attività (cedente) rimane obbligato al pagamento dei canoni se l'acquirente (cessionario) non paga, a meno che il locatore non lo abbia espressamente liberato. L'appello del cedente è stato dichiarato inammissibile per motivi procedurali, confermando che la sua responsabilità permane nonostante una transazione separata tra locatore e cessionario.
Continua »
Contratti derivati nulli: la Cassazione chiarisce
Una società ha citato in giudizio una banca per la nullità di alcuni contratti derivati. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società, stabilendo che la corte d'appello aveva errato nel non considerare un atto interruttivo della prescrizione. La Corte ha inoltre rigettato il ricorso della banca, confermando che i contratti derivati nulli per assenza del 'mark to market' sono viziati da mancanza di causa e che l'azione di restituzione si prescrive in dieci anni.
Continua »
Interessi moratori sanità: sì a D.Lgs. 231/2002
Una Azienda Sanitaria Locale ha contestato un ordine di pagamento per interessi di mora su fatture per prestazioni sanitarie, sostenendo di non essere il debitore corretto e l'inapplicabilità delle norme sulle transazioni commerciali (D.Lgs. 231/2002). La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che la titolarità del debito è una questione di fatto non riesaminabile in sede di legittimità. Soprattutto, ha stabilito che la disciplina sugli interessi moratori si applica ai contratti sanitari con la pubblica amministrazione, rendendo gli interessi dovuti automaticamente in caso di ritardo, senza necessità di formale sollecito.
Continua »
Errore di fatto: quando la revocazione è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per revocazione basato su un presunto errore di fatto. La Corte chiarisce che l'omessa valutazione di un documento, dovuta alla mancata riproduzione del suo contenuto nel ricorso originario secondo il principio di autosufficienza, costituisce un errore di giudizio e non un errore di fatto percettivo, non consentendo quindi l'utilizzo di tale rimedio straordinario.
Continua »
Prescrizione interessi bancari: la Cassazione decide
Una correntista ha citato in giudizio un istituto di credito per la restituzione di somme depositate su vecchi libretti al portatore. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 25420/2024, ha chiarito un punto fondamentale sulla prescrizione degli interessi bancari. Ha stabilito che, a differenza del capitale il cui diritto alla restituzione si prescrive in dieci anni dalla richiesta del cliente, gli interessi sono soggetti alla prescrizione breve di cinque anni. Questo termine decorre indipendentemente dalla richiesta del capitale, in quanto gli interessi costituiscono un'obbligazione periodica autonoma. La Corte ha quindi cassato la sentenza d'appello che aveva applicato la stessa regola del capitale anche agli interessi.
Continua »
Interessi moratori compensi professionali: la Cassazione
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione stabilisce principi fondamentali sugli interessi moratori compensi professionali. Viene chiarito che gli interessi decorrono dalla messa in mora, non dalla liquidazione giudiziale, e si applica il tasso più elevato previsto per le transazioni commerciali dal D.Lgs. 231/2002. Inoltre, le spese per la fase istruttoria sono sempre dovute.
Continua »