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mendaci

Definizione

Attributo riferito a indicazioni, marchi o segni idonei a trarre in inganno il pubblico sulla reale origine o qualità di un prodotto.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Particolare tenuità del fatto e stupefacenti
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per detenzione di sostanze stupefacenti, dichiarando inammissibile il ricorso dell'imputato. Il fulcro della decisione riguarda l'esclusione della particolare tenuità del fatto ai sensi dell'art. 131-bis c.p. I giudici hanno stabilito che la condotta ostruzionistica volta a occultare le tracce del reato e la ripetitività dell'azione criminale precludono l'applicazione di tale beneficio. Inoltre, la Suprema Corte ha ribadito che il diniego delle attenuanti generiche è legittimo se l'imputato fornisce versioni dei fatti palesemente false e non collabora con gli inquirenti.
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Falsità ideologica e autocertificazioni: i rischi
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per falsità ideologica a carico di una professionista che, per iscriversi al registro dei tirocinanti, ha falsamente dichiarato di non avere condanne penali. La sentenza ribadisce che le dichiarazioni sostitutive presentate agli ordini professionali sono equiparate ad atti pubblici. La consapevolezza delle proprie condanne pregresse esclude l'errore incolpevole, integrando pienamente il dolo richiesto dalla norma penale.
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Particolare tenuità del fatto e ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per falsità ideologica e dichiarazioni mendaci in atti pubblici. Il ricorrente contestava la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.). Tuttavia, i giudici di legittimità hanno rilevato che i motivi di ricorso erano del tutto generici e privi di un reale confronto critico con le ragioni espresse dalla Corte d'Appello, che aveva già negato il beneficio basandosi sulla gravità della condotta.
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Segni mendaci e bombole gas: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di vendita di prodotti industriali con segni mendaci nei confronti del titolare di una società di distribuzione gas. L'imputato aveva messo in circolazione bombole di proprietà di un'altra azienda, dopo averle riverniciate per occultarne l'origine e apporvi il proprio marchio. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando che la condotta era chiaramente finalizzata a trarre in inganno i consumatori sulla provenienza del prodotto. Le doglianze relative alla mancata concessione di ulteriori attenuanti o della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto sono state respinte in quanto generiche e non supportate da validi argomenti giuridici.
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