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Marchio SIAE

Definizione

Il contrassegno della Società Italiana Autori ed Editori che attesta il pagamento dei diritti d'autore. La sua assenza è un forte indizio di illegalità del supporto.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Ricettazione di DVD privi di marchio SIAE: condanna confermata
Una venditrice è stata sorpresa a gestire una bancarella in un mercato rionale dove esponeva per la vendita numerosi supporti audiovisivi e musicali duplicati abusivamente. Il reato di violazione del diritto d'autore si è estinto per prescrizione, ma la donna è stata condannata per il reato di ricettazione di DVD privi di marchio SIAE a due mesi di reclusione e 350 euro di multa. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della difesa, confermando la responsabilità penale. La Suprema Corte ha evidenziato la piena consapevolezza dell'origine illecita del materiale, resa evidente dall'assenza del contrassegno ufficiale e dalla palese duplicazione abusiva. I motivi di ricorso sono stati ritenuti generici e privi di specifica contestazione delle motivazioni della sentenza d'appello, confermando la condanna e l'obbligo di pagare le spese processuali.
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Vendita di CD e DVD contraffatti: esclusa la prescrizione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna nei confronti di un uomo trovato in possesso di duemila supporti audiovisivi privi del bollino SIAE. I beni erano nascosti sotto il letto dell'abitazione con locandine fotocopiate, elementi che dimostrano la destinazione alla vendita di CD e DVD contraffatti. La difesa ha sostenuto l'avvenuta prescrizione del reato e l'assenza di prove sulla commercializzazione. I giudici hanno respinto il ricorso evidenziando che la recidiva reiterata specifica prolunga i termini di prescrizione a dieci anni, termine non ancora decorso. Inoltre, l'enorme quantitativo e le modalità di occultamento confermano l'attività illecita.
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Ricettazione CD contraffatti: Condanna anche per pochi pezzi
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un uomo trovato in possesso di 48 CD musicali duplicati illegalmente. La sentenza stabilisce un principio chiaro: la detenzione di supporti privi di marchio SIAE, anche in numero inferiore a 50, finalizzata alla vendita, integra il reato di ricettazione CD contraffatti e non un semplice illecito amministrativo. La Corte ha ritenuto che elementi come le copertine fotocopiate e il luogo del ritrovamento (vicino a un centro commerciale) fossero sufficienti a dimostrare l'intento commerciale e la consapevolezza dell'origine illecita dei beni, respingendo le tesi difensive basate sull'uso personale e sullo stato di necessità.
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Vendita di CD contraffatti: condanna confermata senza perizia
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un commerciante per la vendita di CD contraffatti. L'uomo deteneva 427 CD musicali duplicati e privi di marchio SIAE sulla sua bancarella. I giudici hanno dichiarato inammissibile il suo ricorso, ritenendolo generico. La Corte ha stabilito che la grande quantità di merce, l'assenza del bollino SIAE e la mancanza di documenti fiscali che ne provassero la provenienza legittima costituivano prove sufficienti della colpevolezza. Non è stata ritenuta necessaria una perizia tecnica per accertare la contraffazione. L'imputato ha perso il ricorso ed è stato condannato a pagare le spese processuali e una multa.
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