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Marchio Ce Contraffatto

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Marchio CE contraffatto: rischi e sanzioni penali
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un commerciante sorpreso con un ingente quantitativo di merce recante un marchio CE contraffatto. La sentenza chiarisce che l'uso di tale marchio falso non configura il reato di contraffazione di marchi industriali, bensì quello di frode nell'esercizio del commercio, poiché il marchio CE attesta la conformità agli standard di sicurezza europei e non l'origine del prodotto. Inoltre, la mancata giustificazione sulla provenienza dei beni e l'assenza di documentazione contabile sono state ritenute prove sufficienti per il reato di ricettazione. L'inammissibilità del ricorso ha infine impedito l'applicazione della prescrizione maturata dopo il secondo grado di giudizio.
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Marchio CE contraffatto: frode in commercio
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 37165/2024, ha stabilito che la vendita di prodotti con un marchio CE contraffatto non integra il delitto di commercio di prodotti con segni falsi (art. 474 c.p.), bensì quello di frode in commercio (art. 515 c.p.). La Corte ha chiarito che il marchio CE non è un segno distintivo del prodotto, ma un'attestazione di conformità a standard di sicurezza. Di conseguenza, ha riqualificato il reato e ha annullato la sentenza impugnata con rinvio alla Corte d'Appello per la sola rideterminazione della pena, dichiarando irrevocabile l'accertamento di responsabilità anche per il connesso reato di ricettazione.
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Marchio CE contraffatto: la Cassazione è inflessibile
Un importatore è stato condannato per tentata frode in commercio per aver detenuto, ai fini della vendita, occhiali da sole con un marchio CE contraffatto. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il suo ricorso, sottolineando che la documentazione di conformità deve obbligatoriamente preesistere all'apposizione del marchio ed essere esibita durante i controlli. La produzione tardiva di certificati non pertinenti o non chiaramente collegabili alla merce sequestrata non ha valore probatorio e non esclude la responsabilità penale.
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