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Mansioni equivalenti

Definizione

Attività lavorative che corrispondono al bagaglio professionale del lavoratore. Dopo la riforma del 2015, il concetto si riferisce a mansioni riconducibili allo stesso livello e categoria legale di inquadramento delle ultime effettivamente svolte.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Promozione Annullata: Niente Retribuzione Superiore Senza Prova
Un dipendente pubblico, inizialmente promosso e poi retrocesso a seguito della rettifica di una graduatoria, ha chiesto la restituzione delle somme che l'Ente gli aveva trattenuto a titolo di maggiore stipendio percepito nel periodo della promozione poi annullata. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'Ente. Ha stabilito che il diritto alla retribuzione per mansioni superiori non può basarsi su una semplice presunzione legata a un inquadramento formale poi rivelatosi errato. Il lavoratore deve sempre provare di aver *effettivamente* svolto compiti di livello superiore. In assenza di tale prova, l'Ente ha il diritto di recuperare le somme indebitamente versate.
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Diritto all’assunzione: Comune condannato ad assumere anche su posto diverso
Un cittadino vince un concorso per autista di scuolabus ma il Comune non lo assume. Ottiene una sentenza che riconosce il suo 'diritto ad essere assunto', ma nel frattempo il posto specifico non è più disponibile. Il giudice amministrativo, per dare esecuzione alla sentenza, ordina al Comune di assumerlo in un ruolo equivalente. Il Comune si oppone, accusando il giudice di aver superato i suoi poteri. La Corte di Cassazione respinge il ricorso, stabilendo che il giudice ha correttamente interpretato la sentenza per garantirne l'effetto pratico. Viene così confermato il **diritto all'assunzione** del vincitore, anche in un posto diverso ma di pari livello.
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Retribuzione mansioni superiori: la prova è decisiva
Un dipendente pubblico si è visto negare la restituzione di differenze retributive. La Cassazione ha stabilito che per la retribuzione mansioni superiori è necessaria la prova dello svolgimento effettivo dei compiti, non essendo sufficiente la data di decorrenza, meramente virtuale, indicata in un bando di selezione poi annullato. L'onere della prova grava interamente sul lavoratore.
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Obbligo di repêchage: limiti alla formazione del lavoratore
Una lavoratrice, licenziata per giustificato motivo oggettivo a seguito della soppressione della sua mansione di centralinista, ha impugnato il licenziamento sostenendo la violazione dell'obbligo di repêchage. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'obbligo di repêchage non si estende a mansioni di livello superiore e non comporta un dovere per il datore di lavoro di fornire una formazione aggiuntiva per adeguare il lavoratore a tali posizioni. La Corte ha inoltre confermato che la valutazione dell'impossibilità di ricollocamento può basarsi anche su presunzioni derivanti dalle mansioni pregresse del dipendente.
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