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LexCEDpedia

Mandato Senza Rappresentanza

Definizione

Contratto con cui una persona (mandatario) si obbliga a compiere atti giuridici per conto di un'altra (mandante), ma agendo in nome proprio.

Orientamento della Cassazione

Su LexCED 100 provvedimenti della Corte di cassazione su questo tema (2019–2026). Nel 47% dei casi il ricorso è stato accolto, almeno in parte.

Esito del ricorso

  • Accolto, anche in parte 47%
  • Rigettato 42%
  • Inammissibile 6%
  • Altro 4%

Provvedimenti per anno

2019 2022 2023 2024 2025 2026

Sezioni

  • Civile Sez. 575%
  • Civile Sez. 215%
  • Civile Sez. 310%

Precedenti più richiamati

  • Cass. 25518/2020in 7 provvedimenti
  • Cass. 15351/2023in 27 provvedimenti
  • Cass. 22104/2025in 23 provvedimenti
  • Cass. 6611/2026in 15 provvedimenti
  • Cass. 6610/2026in 18 provvedimenti

Dati LexCED, aggiornati ogni giorno. L'esito è letto dal dispositivo dei provvedimenti pubblicati; sono esclusi quelli senza dispositivo leggibile.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Contributi di bonifica: i consorzi accorpati restano validi
Un contribuente impugna una cartella di pagamento emessa dall'agente di riscossione per il mancato versamento di contributi di bonifica. La Commissione tributaria provinciale annulla la cartella per difetto di motivazione. In appello, i giudici dichiarano inammissibile l'impugnazione del consorzio territoriale originario, ritenendo l'ente ormai estinto a seguito della legge regionale di riordino che istituiva un macro-consorzio. La Corte di Cassazione ribalta la pronuncia di secondo grado, stabilendo che la legge di riforma non ha soppresso istantaneamente i consorzi preesistenti. Finché il complesso processo di transizione e fusione non giunge a termine definitivo, gli enti territoriali conservano il potere impositivo e la piena capacità processuale.
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Contributo di bonifica e riordino enti: la decisione
Una cittadina ha impugnato una richiesta di pagamento relativa al contributo di bonifica per opere irrigue emessa da un consorzio territoriale. I giudici tributari hanno accolto la contestazione e annullato la richiesta, dichiarando poi inammissibile l'appello dell'ente. La commissione regionale ha evidenziato che la legge regionale ha accorpato il vecchio consorzio nel nuovo ente unico, facendolo subentrare in tutti i rapporti e togliendogli il potere autonomo di riscuotere. Il consorzio ha promosso ricorso per cassazione difendendo la propria legittimazione. Nelle more, l'ente ha notificato un successivo sollecito per lo stesso debito, anch'esso annullato e finito in Cassazione con un ricorso separato. I giudici supremi non hanno deciso il merito ma hanno rinviato la causa a nuovo ruolo, disponendo la trattazione congiunta con il procedimento parallelo.
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Contributo di bonifica valido: il consorzio locale resta in vita
Un ente consortile territoriale chiedeva a un contribuente il pagamento del contributo di bonifica per opere irrigue relative all'anno 2019. Il contribuente contestava la richiesta e i giudici tributari regionali dichiaravano inammissibile l'appello dell'ente. La Corte regionale riteneva infatti il consorzio locale ormai estinto e privo di legittimazione a stare in giudizio, a seguito della legge regionale di riordino che istituiva nuovi macro-enti unificati. La Corte di Cassazione ha ribaltato questa decisione, stabilendo che la legge di riforma individua solo un piano organizzativo e non cancella immediatamente i singoli enti territoriali. I consorzi locali continuano a esistere e operare pienamente durante la fase transitoria di passaggio, mantenendo intatto il potere di riscuotere le somme e di difendersi in giudizio.
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Contributo di bonifica valido anche con l’ente in riforma
Un consorzio territoriale di bonifica ha richiesto a un contribuente il pagamento di un contributo di bonifica per opere irrigue. Il contribuente ha impugnato la richiesta e i giudici d'appello hanno annullato l'atto, ritenendo il consorzio locale ormai estinto e privo di poteri a causa della legge regionale che ne disponeva l'accorpamento in un unico ente macro-regionale. La Corte di Cassazione ha ribaltato questa decisione, stabilendo che la riorganizzazione territoriale non determina la cancellazione immediata dei singoli consorzi. Durante la fase transitoria di attuazione della riforma, gli enti territoriali restano pienamente in vita e conservano sia il potere di esigere i contributi sia la piena capacità di difendere le proprie pretese in tribunale fino al completamento effettivo del passaggio.
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Contributi di bonifica ed enti accorpati: i poteri del consorzio
Una contribuente ha impugnato una cartella esattoriale emessa dall'agente della riscossione per il mancato pagamento dei contributi di bonifica richiesti da un consorzio locale per gli anni dal 2015 al 2017. I giudici d'appello hanno ritenuto inammissibile l'impugnazione del consorzio, dichiarandolo ormai estinto a seguito della legge regionale di riordino che istituiva un unico macro-ente accorpante. La Corte di Cassazione ha ribaltato questa conclusione, affermando che la riforma regionale fissa un programma di riorganizzazione ma non cancella automaticamente gli enti territoriali. Fino al termine formale della procedura di fusione e durante l'intero regime transitorio, il consorzio locale mantiene la propria esistenza giuridica, conserva i poteri di riscossione e possiede piena legittimazione a difendere in tribunale le proprie pretese impositive.
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Contributi consortili di bonifica: l’ente accorpato è vivo
Un consorzio di bonifica territoriale richiedeva a un contribuente oltre tremila euro per contributi consortili di bonifica relativi a opere irrigue del 2019. I giudici tributari regionali annullavano la richiesta e dichiaravano inammissibile l'appello dell'ente. Secondo la corte d'appello, il consorzio locale era giuridicamente estinto per effetto di una legge regionale di riforma che ne disponeva l'accorpamento in un unico maxi-ente orientale. La Corte di Cassazione ribalta totalmente questa conclusione. I giudici di legittimità chiariscono che l'avvio della riorganizzazione regionale non cancella all'istante i vecchi consorzi comprensoriali. L'estinzione definitiva si compie solo quando l'intera procedura di fusione è completata. Nel periodo transitorio, il consorzio locale mantiene in vita i propri poteri, conserva la capacità di agire in giudizio e può pretendere legittimamente le somme dovute.
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Contributi consortili ed enti accorpati: le cartelle restano valide
L'Agente della Riscossione ha notificato una cartella per contributi consortili irrigui a una contribuente per conto del vecchio Ente di Bonifica territoriale. La Commissione Tributaria Regionale ha dichiarato nullo l'appello dell'Ente, ritenendolo estinto per legge dopo la riforma regionale che istituiva i nuovi consorzi unificati. La Corte di Cassazione ha ribaltato tale decisione, accogliendo il ricorso dell'Ente. La Suprema Corte ha chiarito che la legge di riordino fissa solo un obiettivo programmatico e organizzativo. L'accorpamento non cancella subito i vecchi consorzi territoriali. Gli enti originari sopravvivono durante l'intera fase transitoria e mantengono i poteri di imposizione tributaria e difesa processuale fino al definitivo completamento delle procedure di unificazione.
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Contributi consortili: ente accorpato ma ancora valido
Un consorzio di bonifica territoriale ha richiesto a una contribuente il pagamento di contributi consortili per opere irrigue tramite cartella esattoriale. L'erede della contribuente ha contestato la pretesa, sostenendo che l'ente impositore fosse ormai giuridicamente estinto a seguito della legge regionale di riordino che ne disponeva l'accorpamento in un macro-ente. La Corte di giustizia tributaria regionale ha annullato la cartella, ritenendo inesistente il consorzio impositore. La Corte di Cassazione ha invece ribaltato la pronuncia: la legge di riforma programma l'unificazione ma non determina l'immediata cancellazione degli enti locali in assenza di una formale procedura di liquidazione. Nel periodo transitorio, il consorzio locale mantiene intatto il potere di esigere i contributi consortili.
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Contributi consorzio di bonifica: l’ente accorpato riscuote
Un consorzio territoriale richiedeva il pagamento di contributi consorzio di bonifica per opere irrigue relative agli anni 2015-2017 tramite cartella esattoriale. Il contribuente impugnava la richiesta sostenendo l'illegittimità dell'atto. I giudici tributari d'appello annullavano la cartella ritenendo che il consorzio impositore si fosse estinto per legge a seguito dell'accorpamento nel nuovo macro-consorzio regionale. L'ente impositore ricorreva per Cassazione contestando tale ricostruzione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ente. I giudici hanno chiarito che l'accorpamento previsto dalla legge regionale non comporta l'estinzione istantanea dei vecchi consorzi. Fino al completamento della riorganizzazione e durante il regime transitorio, i singoli enti mantengono la capacità giuridica e il potere di riscuotere i tributi.
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Contributi consortili: enti accorpati validi fino a fine riforma
Un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento relativa ai contributi consortili emessa dall'agente della riscossione per conto del vecchio consorzio di bonifica locale. La Corte tributaria regionale ha annullato la cartella, ritenendo che il consorzio locale fosse ormai estinto a seguito della legge regionale di riordino che ha istituito un unico macro-ente territoriale. La Corte di Cassazione ha invece ribaltato l'esito: l'accorpamento stabilito dalla riforma ha un valore programmatico e non cancella all'istante i precedenti consorzi territoriali. Fino alla completa conclusione del passaggio amministrativo e patrimoniale, i vecchi enti restano pienamente operativi durante il periodo transitorio. Di conseguenza, il consorzio conserva il potere di pretendere i contributi consortili e di difendersi legittimamente in tribunale, rendendo valida la procedura di riscossione avviata.
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Contributo di bonifica valido anche con consorzio accorpato
Un consorzio territoriale richiede a un proprietario terriero il pagamento del contributo di bonifica tramite cartella esattoriale. Il contribuente impugna l'atto e i giudici tributari regionali annullano la richiesta. La corte territoriale afferma che l'ente impositore ha cessato di esistere a causa della riforma regionale di accorpamento in macro-consorzi. La Suprema Corte ribalta la decisione. I giudici di vertice chiariscono che l'avvio della riforma regionale non cancella automaticamente i vecchi enti. Durante la fase transitoria, in assenza di una liquidazione conclusa, i consorzi accorpati mantengono il potere di riscuotere i contributi e gestire le attività pregresse. L'atto esattoriale emesso nella gestione transitoria resta valido ed efficace. Il giudizio torna quindi davanti ai giudici di merito per un nuovo esame.
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Contributo di bonifica: cartella valida anche con calcolo sintetico
Una contribuente impugna una cartella di pagamento riguardante il contributo di bonifica per terreni agricoli. I giudici di merito annullano la richiesta. Secondo i magistrati territoriali, l'atto manca di motivazione e l'ente impositore locale risulta ormai estinto per effetto della riforma regionale che accorpa gli enti territoriali. L'ente impositore ricorre in Cassazione. La Suprema Corte accoglie il ricorso e ribalta l'esito. I giudici di legittimità stabiliscono che la cartella contiene elementi idonei a comprendere il calcolo del debito tramite una semplice operazione aritmetica. Inoltre, la legge di riforma non cancella all'istante i vecchi consorzi territoriali. Essi sopravvivono per legge durante l'intera fase transitoria e mantengono i poteri di riscossione fino al completamento dell'accorpamento.
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Contributi consortili: la riforma non cancella l’ente
Un Contribuente ha impugnato una cartella di pagamento relativa ai contributi consortili per gli anni dal 2015 al 2017. Il Giudice tributario d'appello ha dichiarato inammissibile l'impugnazione del Consorzio di Bonifica territoriale. Secondo i giudici regionali, il Consorzio era ormai inesistente per legge, poiché la Regione Siciliana aveva disposto l'accorpamento delle strutture locali in macro-enti unificati. La Corte di Cassazione ha ribaltato questa conclusione e ha accolto il ricorso dell'ente. I giudici supremi hanno chiarito che la legge regionale fissa solo un programma di riorganizzazione. Fino al termine della fase transitoria e all'effettiva liquidazione o operatività della nuova entità, i vecchi consorzi conservano la piena capacità processuale e il potere di riscuotere i contributi consortili.
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Contributo di bonifica valido: il consorzio accorpato resiste
Una contribuente ha impugnato una richiesta di pagamento relativa al contributo di bonifica per opere irrigue emessa da un consorzio locale. I giudici tributari regionali avevano annullato la richiesta, sostenendo che l'ente impositore fosse ormai soppresso ed estinto a seguito della legge regionale di riordino che istituiva i nuovi macro-consorzi. La Corte di Cassazione ha invece ribaltato tale decisione, accogliendo il ricorso dell'ente. I giudici di legittimità hanno chiarito che la riforma regionale ha previsto un programma di accorpamento progressivo e non l'immediata estinzione degli enti preesistenti. Pertanto, durante l'intera fase transitoria, il consorzio locale mantiene intatti la propria personalità giuridica, il potere impositivo per la riscossione del tributo e la piena legittimazione ad agire e resistere in giudizio. La causa torna quindi alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado per una nuova valutazione.
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Contributo di bonifica valido anche durante la riforma
Una contribuente ha impugnato un avviso di pagamento relativo al contributo di bonifica per opere irrigue emesso da un consorzio comprensoriale. Il giudice d'appello ha annullato la richiesta ritenendo l'ente impositore soppresso ed estinto a seguito della riforma regionale che istituiva i nuovi macro-consorzi. La Corte di Cassazione ha ribaltato questa decisione. I giudici hanno chiarito che l'accorpamento territoriale previsto dalla legge non determina l'immediata cancellazione dei vecchi enti. Durante la fase di transizione e in assenza di formale liquidazione, l'ente originario sopravvive pienamente e conserva il potere di richiedere il tributo e di stare in giudizio.
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Contributo di bonifica e riordino: l’ente resiste
Una contribuente impugna un avviso di pagamento emesso da un consorzio di bonifica territoriale per ottenere il contributo di bonifica irriguo. Il giudice di appello annulla la richiesta ritenendo l'ente impositore soppresso ed estinto a seguito della legge regionale di riordino del settore. La Corte di Cassazione ribalta la pronuncia e accoglie il ricorso del consorzio. I giudici di legittimità stabiliscono che la legge di riforma individua un percorso programmatico senza decretare la cancellazione immediata dei singoli enti territoriali. I vecchi consorzi conservano piena operatività e soggettività giuridica durante l'intera fase transitoria, potendo richiedere legittimamente il contributo di bonifica. La vicenda si conclude con la vittoria dell'ente creditore e la rimessione della causa alla corte tributaria per una nuova valutazione.
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Contributo di bonifica: ente accorpato ma pretesa valida
Un consorzio territoriale richiedeva a un contribuente il pagamento di somme dovute per opere irrigue. Il contribuente impugnava l'avviso sostenendo che una legge regionale di riforma aveva soppresso l'ente originario a favore di una nuova macro-struttura unificata, rendendo l'atto nullo per inesistenza dell'emittente. La Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado accoglieva la tesi del cittadino, dichiarando decaduto l'ente e invalida la richiesta. La Corte di Cassazione ha invece ribaltato l'esito: la legge regionale non ha cancellato istantaneamente i vecchi consorzi ma ha avviato una fase transitoria di riorganizzazione. Durante tale passaggio, l'ente locale mantiene la piena operatività e la titolarità a richiedere il contributo di bonifica. La pretesa economica resta quindi valida e il processo torna al giudice di merito.
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Contributo di bonifica ed enti soppressi: la Cassazione
Una contribuente ha impugnato una richiesta di pagamento relativa al contributo di bonifica per opere irrigue emessa da un consorzio territoriale. Il giudice d'appello ha annullato la richiesta ritenendo l'ente impositore ormai soppresso ed estinto a seguito della legge regionale di riordino che istituiva macro-consorzi unificati. La Corte di Cassazione ha invece ribaltato l'esito, accogliendo il ricorso dell'ente. I giudici hanno chiarito che l'accorpamento normativo rappresenta un obiettivo programmatico a compimento graduale. Il consorzio locale non si estingue istantaneamente all'avvio della riforma, ma mantiene piena efficacia operativa e processuale durante l'intero periodo transitorio per garantire continuità nei servizi e nella riscossione tributaria.
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Esenzione IVA trasporto passeggeri con intermediari terzi
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a un imprenditore marittimo la mancata applicazione dell'imposta ordinaria su servizi di trasporto svolti per conto di una società terza e non direttamente per i singoli utenti. L'ufficio riteneva inapplicabile l'esenzione IVA trasporto passeggeri per assenza di rapporti diretti con i viaggiatori, mentre il giudice d'appello aveva annullato tutte le sanzioni d'ufficio per incertezza della legge. La Corte di Cassazione ha dato ragione al trasportatore sul regime fiscale, stabilendo che la prestazione conserva natura oggettiva di trasporto persone anche nei rapporti intermediari o di mandato, beneficiando del regime agevolato. I giudici hanno invece accolto il ricorso dell'amministrazione sulle sanzioni per vizio di ultrapetizione, ricordando che il giudice non può dichiarare d'ufficio l'incertezza della norma tributaria senza una specifica domanda del contribuente.
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Contributi di bonifica: cartella valida anche se l’ente si fonde
L'Agente della Riscossione ha notificato a una contribuente una cartella esattoriale per contributi di bonifica relativi a opere irrigue. La cittadina ha impugnato l'atto contestando la carenza di motivazione del calcolo e l'estinzione del Consorzio impositore a seguito di una legge regionale di riordino. I giudici di merito hanno annullato la richiesta esattoriale. La Corte di Cassazione ha invece ribaltato l'esito. La Suprema Corte ha chiarito che l'atto è valido se i dati catastali e le somme consentono di ricavare il conteggio con una semplice operazione aritmetica. Inoltre, la legge di riforma degli enti consortili definisce un programma di riorganizzazione ma non decreta la soppressione immediata dei singoli consorzi locali. Questi ultimi mantengono intatti i poteri impositivi durante l'intera fase transitoria. Il Consorzio ha vinto il giudizio di legittimità.
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