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Maltrattamento Di Animali

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Provvedimenti

Maltrattamento animali: prova e danno morale
La Corte di Cassazione conferma la condanna per maltrattamento animali a carico di un soggetto che deteneva ventuno cani in condizioni precarie. La sentenza chiarisce che la prova raccolta da guardie zoofile è valida anche in assenza di decreti di nomina formali, se acquisita con il consenso e corroborata da altri elementi. Inoltre, stabilisce che la liquidazione del danno morale a favore di un'associazione animalista può avvenire in via equitativa, motivandola con la frustrazione degli scopi statutari dell'ente causata dalla grave condotta illecita.
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Maltrattamento animali: no alla tenuità del fatto
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di maltrattamento animali a carico di una persona che deteneva un cane in condizioni di grave sofferenza: legato con un guinzaglio corto, senza acqua e in uno spazio angusto e sporco. La Corte ha stabilito che la grave sofferenza inflitta all'animale è incompatibile con l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, prevista dall'art. 131-bis del codice penale, dichiarando inammissibile il ricorso.
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Maltrattamento di animali: Cassazione su reato impossibile
Un allevatore è stato condannato per tentato maltrattamento di animali, per aver gettato una pecora viva in un cassonetto, e per invasione di terreni di un parco nazionale con il proprio gregge. La Corte di Cassazione ha dichiarato il suo ricorso inammissibile, respingendo la tesi del 'reato impossibile' come illogica e confermando che le prove, come i video e l'identificazione degli animali tramite marche auricolari, erano sufficienti a stabilire la sua colpevolezza.
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Maltrattamento animali: condanna per i titolari di circo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dei titolari di un circo, confermando la loro condanna per il reato di maltrattamento animali. La sentenza ribadisce che le cattive condizioni di detenzione, causa di sofferenze fisiche e psicologiche, integrano il reato anche in assenza di crudeltà, essendo sufficiente il dolo eventuale, ovvero l'accettazione del rischio che la propria omissione causi un danno agli animali. L'attività circense non costituisce una scriminante se non vengono rispettate le normative sul benessere animale.
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