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Maggior Danno Da Svalutazione Monetaria

Definizione

Il pregiudizio economico ulteriore che un creditore subisce a causa del ritardo nel pagamento di una somma di denaro, dovuto alla perdita di potere d'acquisto della moneta (inflazione), e che va oltre gli interessi legali.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Fisco: no al maggior danno da svalutazione monetaria automatico
Un istituto bancario ha richiesto il rimborso di un credito IVA, pretendendo anche il maggior danno da svalutazione monetaria per il ritardo nel pagamento. La Commissione Tributaria Regionale ha accolto la domanda, ritenendo che la natura di banca del creditore bastasse a dimostrare l'uso inflattivo del denaro e applicando il principio di non contestazione. L'Agenzia delle Entrate ha fatto ricorso. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che il maggior danno da svalutazione monetaria nei rimborsi tributari non può essere riconosciuto in via automatica o astratta solo in base alla natura del creditore. È necessaria una prova, anche presuntiva, del danno effettivo. Inoltre, ha chiarito che il principio di non contestazione non si applica se la richiesta iniziale era generica. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Esproprio e ritardo: sì al maggior danno da svalutazione monetaria
Un Comune occupa un terreno privato per costruire una strada e paga l'indennità in ritardo. Il proprietario fa causa, ma la Corte d'Appello gli nega un risarcimento aggiuntivo per l'inflazione. La Corte di Cassazione ribalta questa parte della decisione, affermando un principio fondamentale: in caso di ritardo nel pagamento di un'indennità, al cittadino spetta in via presuntiva il cosiddetto 'maggior danno da svalutazione monetaria'. Questo risarcimento è dovuto se il rendimento dei titoli di Stato è stato superiore agli interessi legali, senza che il creditore debba fornire una prova specifica del danno subito. La causa torna in Appello per il ricalcolo delle somme.
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Danno da svalutazione: risarcimento per ritardi IVA
Una società automobilistica, dopo aver ricevuto in ritardo un rimborso IVA, ha chiesto all'Amministrazione Finanziaria il risarcimento del danno da svalutazione monetaria. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito, rigettando il ricorso dell'Agenzia. Ha stabilito che tale danno è riconoscibile in via presuntiva, calcolato come la differenza tra il rendimento dei titoli di Stato e il saggio degli interessi legali in materia tributaria, senza che il creditore debba fornire una prova specifica, salvo che richieda un danno superiore.
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