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Locupletazione indebita

Definizione

Un arricchimento ingiustificato, cioè l'ottenimento di un vantaggio economico senza una valida causa legale, che la legge mira a prevenire o correggere.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Doppio Pagamento Indennità Custodia: Quando un Credito è Già Estinto
Una società (Il Custode) ha richiesto il pagamento dell'indennità di custodia per veicoli sequestrati al Ministero della Difesa. In precedenza, Il Custode aveva già ricevuto un risarcimento danni dal Ministero dell'Interno (Prefettura) per la risoluzione di un contratto, risarcimento che includeva esplicitamente le stesse indennità di custodia. La Corte di Cassazione ha rigettato la nuova richiesta, affermando che il precedente pagamento, seppur a titolo risarcitorio, aveva già estinto il credito originario. Questo impedisce un **doppio pagamento indennità custodia** e un indebito arricchimento del Custode. La Corte ha anche ribadito che la personalità giuridica unitaria dello Stato non esclude l'autonomia processuale dei singoli Ministeri.
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Compensatio lucri cum damno: risarcimento o arricchimento?
Un'investitrice ha citato in giudizio un istituto di credito chiedendo il risarcimento dei danni per l'acquisto di obbligazioni argentine, ritenute sicure ma poi svalutate. Il Tribunale ha condannato la banca al risarcimento. Durante il giudizio di appello, l'investitrice ha venduto i titoli incassando una cifra significativa. La banca ha chiesto di ricalcolare il danno, ma la Corte d'Appello ha ignorato la vendita. La Cassazione ha accolto il ricorso della banca, stabilendo che il ricavo della vendita deve essere sottratto dal risarcimento complessivo. Trova così applicazione il principio della compensatio lucri cum damno per evitare un ingiusto arricchimento del danneggiato. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Pensione di anzianità: niente risarcimento se continui a lavorare
Un professionista chiedeva il risarcimento dei danni alla propria Cassa di previdenza per il ritardo nell'erogazione della pensione di anzianità, causato dal mancato trasferimento dei contributi da parte dell'INPS. La Corte d'Appello accoglieva la domanda. La Cassazione ribalta la decisione: la pensione di anzianità richiede tassativamente la cancellazione dall'albo professionale. Poiché il professionista ha continuato a lavorare e a produrre reddito, non può pretendere un risarcimento equivalente alla pensione non percepita, poiché ciò comporterebbe un arricchimento ingiustificato. La richiesta di risarcimento viene quindi definitivamente rigettata.
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