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Licenziamento Nullo Per Vizio Procedurale

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Licenziamento Nullo: Azienda Ignora il Consiglio, Lavoratore Vince
Un'azienda di trasporti licenzia un dipendente senza consultare il Consiglio di Disciplina, un organo di garanzia obbligatorio richiesto dal lavoratore. L'azienda si giustifica sostenendo che tale organo non era stato concretamente istituito. La Corte di Cassazione ha confermato che si tratta di un licenziamento nullo per vizio procedurale. La mancata attivazione del Consiglio viola una norma imperativa posta a tutela del diritto di difesa del lavoratore. L'inerzia degli enti preposti alla nomina dei componenti non può ricadere sul dipendente. Di conseguenza, il licenziamento è stato annullato con diritto del lavoratore al reintegro e al risarcimento completo del danno.
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Ignora il Consiglio di Disciplina: licenziamento nullo per l’Azienda
Una lavoratrice del settore trasporti, dopo aver ricevuto una contestazione disciplinare, chiede che il suo caso sia valutato dal Consiglio di disciplina, come previsto dalla legge di settore. L'Azienda ignora la richiesta, sostenendo che l'organo non è costituito, e procede a licenziarla. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale comportamento causa un licenziamento nullo per vizio procedurale. L'omesso ricorso al Consiglio, se richiesto dal lavoratore, è una violazione di una norma posta a sua tutela. Di conseguenza, il licenziamento è annullato e la lavoratrice ha diritto alla reintegrazione nel posto di lavoro e al pieno risarcimento del danno.
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Licenziamento nullo per vizio procedurale: l’azienda perde
Un'azienda di trasporti licenzia un dipendente senza consultare il Consiglio di disciplina, nonostante la richiesta del lavoratore. La Corte di Cassazione ha dichiarato il licenziamento nullo per vizio procedurale. Secondo i giudici, quando il lavoratore lo richiede, l'intervento di questo organo terzo è un passaggio obbligatorio previsto da una vecchia ma ancora valida normativa di settore. Ignorare questa garanzia procedurale, posta a tutela del dipendente, rende l'atto di licenziamento radicalmente nullo. La conseguenza è la più grave per l'azienda: il lavoratore ha diritto alla reintegrazione nel posto di lavoro e al risarcimento completo del danno, pari a tutte le retribuzioni perse.
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