La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità penale del legale rappresentante di una società di sicurezza che svolgeva attività di controllo notturno presso alcuni stand commerciali senza possedere la necessaria licenza prefettizia per vigilanza privata. La difesa sosteneva che si trattasse di semplice portierato o vigilanza passiva non armata, esente da autorizzazioni. I giudici hanno chiarito che qualsiasi attività imprenditoriale di custodia e protezione di beni altrui, specialmente di notte o durante l'orario di chiusura, configura un servizio di sicurezza pubblica. Di conseguenza, tale attività richiede obbligatoriamente la licenza prefettizia per vigilanza privata, indipendentemente dall'uso di armi o apparati radio. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese.
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