Una società acquista un'auto di provenienza estera e ne ottiene il possesso in buona fede. Un'altra società rivendica la proprietà sulla base di un acquisto successivo. La Cassazione chiarisce che se l'auto non è ancora iscritta al P.R.A. italiano, si applica la regola del "possesso vale titolo" propria dei beni mobili semplici. Di conseguenza, chi ha ottenuto per primo il possesso in buona fede ne è il legittimo proprietario, a prescindere dalla registrazione estera del veicolo, che ha finalità di sola circolazione.
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