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Leveraged Buy-Out (LBO)

Definizione

Operazione finanziaria utilizzata per acquisire una società facendo ampiamente ricorso al debito. Il debito contratto per l'acquisizione viene poi tipicamente rimborsato utilizzando i flussi di cassa della società acquisita.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Bancarotta fraudolenta e Leveraged Buy Out: condannati i manager
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna penale a carico di due amministratori per il reato di bancarotta fraudolenta e Leveraged Buy Out, a seguito del dissesto di una solida impresa commerciale. L'operazione finanziaria di acquisizione tramite indebitamento era del tutto priva di un valido piano industriale e mirava esclusivamente a finalità speculative. Gli amministratori avevano privato la società target degli immobili e della liquidità, sovraccaricandola di debiti bancari per rimborsare il prestito della holding acquirente. La Suprema Corte ha stabilito che l'acquisizione a debito priva di sostenibilità economica costituisce operazione dolosa. Inoltre, la qualifica di amministratore di diritto comporta la piena responsabilità penale anche per chi agisce quale semplice prestanome degli amministratori effettivi. I ricorsi dei manager sono stati rigettati con condanna al pagamento delle spese.
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Bancarotta fraudolenta: LBO e falso in bilancio
La Corte di Cassazione conferma la condanna per bancarotta fraudolenta a carico di un amministratore. Il caso riguarda complesse operazioni societarie, tra cui un Leveraged Buy-Out (LBO) ritenuto privo di giustificazione economica e finalizzato alla sola distrazione di fondi, l'acquisto di rami d'azienda decotti da società correlate e la sistematica falsificazione dei bilanci per occultare il dissesto. La sentenza ribadisce i criteri per distinguere un'operazione finanziaria lecita da una condotta distrattiva penalmente rilevante.
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Detraibilità IVA LBO: la Cassazione conferma il diritto
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22608/2024, ha stabilito un importante principio in materia di detraibilità IVA LBO. Il caso riguardava una società veicolo (SPV) creata per un'operazione di leveraged buy-out, che aveva sostenuto costi di consulenza. L'Agenzia delle Entrate negava il rimborso dell'IVA, sostenendo che la SPV fosse un 'consumatore finale' e non un soggetto passivo IVA. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso dell'Agenzia, affermando che i costi sostenuti dalla SPV, pur in assenza di operazioni attive, sono da considerarsi spese di investimento preparatorie all'attività economica futura della società risultante dalla fusione. Pertanto, la SPV ha diritto alla detrazione dell'IVA, in ossequio al principio di neutralità dell'imposta.
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Amministratore di fatto: la Cassazione annulla condanna
La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio la sentenza di condanna emessa da una Corte d'Appello nei confronti di un professionista, accusato di bancarotta in qualità di amministratore di fatto di alcune società fallite. La Corte d'Appello aveva ribaltato una precedente assoluzione, ma la Cassazione ha ritenuto la sua motivazione insufficiente. In particolare, è stato stabilito che per attribuire la qualifica di amministratore di fatto di una società controllata non basta provare un ruolo dominante nella società controllante (holding), ma è necessario dimostrare l'esercizio concreto di poteri gestori all'interno delle singole società fallite, in modo da esautorare i loro organi formali. La sentenza impugnata aveva confuso il ruolo di direzione e coordinamento della holding con l'amministrazione diretta delle controllate, omettendo di fornire la necessaria 'motivazione rafforzata' richiesta per riformare un'assoluzione.
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