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Lesioni Personali Stradali Gravi

Definizione

Reato previsto dall'art. 590 bis c.p. che punisce chi, per colpa e in violazione delle norme stradali, provoca a un'altra persona lesioni personali con una prognosi superiore a quaranta giorni.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Lesioni personali stradali gravi: lo stop impone massima cautela
Un automobilista si immetteva in un incrocio senza attendere il completamento della manovra di svolta di un altro veicolo. Omettendo di verificare la presenza di altri mezzi con diritto di precedenza, l'automobilista entrava in collisione con un motociclista che sopraggiungeva, provocandogli lesioni personali stradali gravi con frattura della clavicola e prognosi superiore a quaranta giorni. La Corte di Appello ribaltava l'assoluzione di primo grado, condannando il conducente a quaranta giorni di reclusione e alla sospensione della patente. L'automobilista proponeva ricorso per cassazione lamentando un travisamento dei fatti e un presunto contrasto con una decisione del giudice di pace civile. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la colpevolezza per la violazione degli obblighi di massima prudenza e precedenza all'incrocio.
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Lesioni stradali gravi: ubriaco contromano, ricorso inammissibile
Un automobilista, guidando in stato di ebbrezza con un tasso alcolemico di 1,9 g/l, percorre una strada contromano e causa un incidente, provocando a un altro conducente delle lesioni guaribili in 45 giorni. La Corte di Cassazione ha confermato la sua condanna per lesioni personali stradali gravi. Il ricorso dell'imputato è stato dichiarato inammissibile perché si limitava a riproporre le stesse argomentazioni già respinte in appello, senza muovere critiche specifiche alla sentenza di secondo grado. La condanna a un anno e sei mesi di reclusione è diventata quindi definitiva.
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Particolare tenuità offesa: no se lesioni gravi
Un automobilista, inizialmente prosciolto per particolare tenuità dell'offesa dall'accusa di lesioni stradali gravi, è stato condannato in appello. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il suo ricorso, confermando la condanna. I giudici hanno stabilito che la gravità della condotta e l'entità del danno (prognosi di 75 giorni) sono elementi sufficienti per escludere l'applicazione della causa di non punibilità, rendendo irrilevanti le questioni procedurali sollevate e il risarcimento assicurativo.
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