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Legittimazione Passiva Riscossione

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Legittimazione passiva riscossione: analisi sentenza
La Corte di Appello di Napoli ha stabilito che la legittimazione passiva riscossione spetta esclusivamente all'ente impositore per questioni riguardanti il merito del credito previdenziale. L'appello del concessionario è stato dichiarato inammissibile, trascinando con sé l'appello incidentale tardivo.
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Legittimazione passiva riscossione: sentenza INPS
La Corte d'Appello ha riconosciuto il difetto di legittimazione passiva riscossione dell'agente incaricato del recupero crediti in una lite sulla prescrizione di contributi previdenziali. Solo l'ente impositore può rispondere nel merito del credito.
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Legittimazione passiva riscossione: chi citare?
Una contribuente ha impugnato un'intimazione di pagamento contestando sia la mancata notifica delle cartelle presupposte sia il merito della pretesa tributaria. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29321/2024, ha stabilito che in questi casi la legitimazione passiva spetta all'ente creditore e non all'Agente della riscossione. L'eventuale errore nell'individuare il convenuto non rende il ricorso inammissibile, ma impone all'agente della riscossione di chiamare in causa l'ente titolare del credito. Il ricorso è stato quindi accolto, annullando la decisione di merito che lo aveva dichiarato inammissibile.
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Legittimazione passiva riscossione: a chi opporsi?
Un cittadino ha impugnato una cartella di pagamento basata su una condanna penale. Sebbene la condanna sia stata annullata nel corso della causa, la Cassazione ha chiarito un punto cruciale sulla legittimazione passiva riscossione: l'opposizione era inammissibile dall'inizio perché rivolta all'ente creditore anziché all'Agente della riscossione, unico soggetto legittimato a essere citato in giudizio. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese dei gradi di merito.
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