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Legittima suspicione

Definizione

Grave situazione locale che giustifica lo spostamento del processo a un'altra sede giudiziaria per garantire l'imparzialità.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Rimessione del processo: inammissibile l’istanza dopo la sentenza
Un imputato ha depositato una richiesta di rimessione del processo per legittima suspicione per trasferire il procedimento a un'altra sede giudiziaria. Il difensore ha però depositato l'istanza alcuni giorni dopo che la Corte di Appello aveva già emesso la sentenza conclusiva. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso a causa della sua totale tardività. Lo strumento della rimessione del processo serve a garantire il corretto svolgimento del giudizio e richiede tassativamente un procedimento ancora pendente. Essendosi ormai esaurito il potere decisionale del giudice d'appello, l'istanza è risultata inutile. Il ricorrente ha subito la condanna al pagamento delle spese legali e a una sanzione di tremila euro alla Cassa delle ammende per aver promosso un giudizio viziato da evidente colpa.
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Rimessione del processo: negata se basata su semplici ritardi
Il Condannato, affrontando un giudizio di revisione a Caltanissetta, ha chiesto la rimessione del processo ad un'altra sede giudiziaria. Ha lamentato un grave turbamento e un legittimo sospetto a causa di presunti ritardi della cancelleria nel rispondere alle sue richieste di documenti. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile la richiesta per due motivi. Primo, il richiedente non ha notificato l'istanza alle altre parti entro i sette giorni previsti dalla legge. Secondo, i motivi addotti non costituiscono una grave situazione locale esterna al processo, unica condizione che giustifica lo spostamento della causa. Di conseguenza, la Cassazione ha respinto la domanda e ha condannato il ricorrente al pagamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Ricusazione del giudice: no all’estensione all’intera sezione
La Ricorrente ha proposto istanza di ricusazione contro l'intera sezione penale del Tribunale, poiché il primo giudice designato (poi astenutosi) era coniuge separato del Pubblico Ministero. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, stabilendo che la ricusazione del giudice è un istituto strettamente personale. Non è possibile estendere automaticamente il sospetto di parzialità all'intera sezione di appartenenza del magistrato, a meno che non si dimostrino motivi specifici per ogni singolo componente. La richiesta di ricusazione del giudice deve quindi basarsi su elementi concreti riferiti a ciascuna persona fisica e non a un intero ufficio. Di conseguenza, la Ricorrente ha perso la causa ed è stata condannata a pagare le spese e una sanzione pecuniaria.
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