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Lavaggio Dei Dpi

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Lavaggio dei DPI: l’azienda risarcisce il lavoratore
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un dipendente a ricevere un risarcimento per aver provveduto autonomamente al lavaggio dei DPI (dispositivi di protezione individuale), nello specifico una tuta ad alta visibilità. L'Azienda aveva omesso di adempiere al proprio obbligo di manutenzione. Il risarcimento, quantificato in via equitativa nella misura di un'ora di lavoro straordinario a settimana, era stato richiesto tramite decreto ingiuntivo. L'Azienda ha contestato il calcolo e la prova del credito, ma i giudici hanno ritenuto validi i conteggi basati sulle buste paga e sulle presenze effettive. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso dell'Azienda, ribadendo che la valutazione delle prove e la quantificazione equitativa del danno spettano al giudice di merito e non sono sindacabili se logicamente motivate.
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Lavaggio dei DPI: l’Azienda paga se non pulisce la tuta
Il Lavoratore ha ottenuto un decreto ingiuntivo per il risarcimento del danno derivante dal mancato lavaggio dei DPI (la tuta ad alta visibilità) da parte dell'Azienda. Il danno è stato quantificato in via equitativa calcolando un'ora di lavoro straordinario a settimana. L'Azienda ha contestato il calcolo delle ore e ha denunciato un'ingiusta inversione dell'onere della prova. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Azienda, confermando che spetta al giudice di merito valutare la genericità delle contestazioni e i conteggi basati sulle buste paga. L'Azienda perde la causa e deve pagare le spese legali.
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Lavaggio dei DPI: la Cassazione condanna l’azienda
Un operatore della manutenzione ha chiesto il risarcimento dei danni per il mancato lavaggio dei DPI da parte del datore di lavoro. Gli indumenti includevano gilet ad alta visibilità, giubbotto impermeabile, pantaloni invernali e guanti. L'azienda sosteneva che si trattasse di semplici abiti da lavoro per evitare l'usura dei vestiti civili, escludendo l'obbligo di manutenzione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'azienda, confermando che qualsiasi indumento che offra anche una minima barriera protettiva costituisce un dispositivo di protezione. Di conseguenza, il lavaggio dei DPI spetta interamente al datore di lavoro per garantire l'igiene e l'efficienza degli stessi. L'azienda è stata condannata a risarcire il dipendente e a pagare le spese legali.
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