La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un dipendente a ricevere un risarcimento per aver provveduto autonomamente al lavaggio dei DPI (dispositivi di protezione individuale), nello specifico una tuta ad alta visibilità. L'Azienda aveva omesso di adempiere al proprio obbligo di manutenzione. Il risarcimento, quantificato in via equitativa nella misura di un'ora di lavoro straordinario a settimana, era stato richiesto tramite decreto ingiuntivo. L'Azienda ha contestato il calcolo e la prova del credito, ma i giudici hanno ritenuto validi i conteggi basati sulle buste paga e sulle presenze effettive. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso dell'Azienda, ribadendo che la valutazione delle prove e la quantificazione equitativa del danno spettano al giudice di merito e non sono sindacabili se logicamente motivate.
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