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Iva Agevolata Prima Casa

Definizione

Imposta sul valore aggiunto ridotta al 4% per l'acquisto dell'abitazione principale.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

IVA agevolata prima casa: la Cassazione cambia idea sulla dichiarazione
Una società ha applicato l'IVA agevolata prima casa su acconti per vendite immobiliari. I compratori hanno dichiarato il beneficio solo nei contratti definitivi, non nei preliminari. L'Agenzia delle Entrate ha recuperato la differenza con l'IVA ordinaria. La Cassazione, con la sentenza n. 20077/2022, ha revocato una sua precedente decisione (n. 25982/2019) che aveva dato ragione all'Agenzia. Ha riconosciuto un errore di fatto per non aver esaminato un motivo cruciale. Nel merito, ha stabilito che la pretesa dell'Agenzia era illegittima. L'applicazione dell'IVA ordinaria in questi casi viola il principio di neutralità dell'IVA, poiché il diritto all'agevolazione era certo al momento del definitivo. La società ha vinto.
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IVA agevolata prima casa: sanzioni senza preliminare scritto
L'Agenzia delle Entrate ha sanzionato una società immobiliare per aver applicato l'IVA agevolata prima casa al 4% sugli acconti versati dai clienti per l'acquisto di case in costruzione, senza disporre di contratti preliminari scritti contenenti le dichiarazioni dei requisiti da parte degli acquirenti. La società sosteneva che la stipula del contratto definitivo avesse sanato la mancanza dei preliminari. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della società, confermando che l'agevolazione non può essere applicata direttamente sugli acconti in assenza di prova scritta dei requisiti al momento del pagamento. In mancanza di tale prova, il venditore deve applicare l'aliquota ordinaria e solo successivamente, al rogito definitivo, effettuare la variazione d'imposta. La violazione ha natura sostanziale e arreca un danno all'erario per il ritardo nel versamento delle imposte dovute.
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IVA agevolata prima casa: quando provarne i requisiti?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19733/2024, ha chiarito un punto cruciale sull'IVA agevolata prima casa. In un caso di contratto preliminare non adempiuto, la Corte ha stabilito che i requisiti per l'aliquota ridotta devono essere posseduti e provati al momento della sentenza di trasferimento coattivo (ex art. 2932 c.c.), non alla data del preliminare. La richiesta della promissaria acquirente è stata respinta per non aver fornito tale prova. È stato inoltre negato il risarcimento danni per la mancata consegna delle chiavi, ritenuta giustificata dal mancato pagamento del prezzo da parte dell'acquirente.
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