Definizione
Una sanzione accessoria all'ergastolo, applicata in casi specifici come il concorso di più reati, che impone al condannato di trascorrere parte della giornata in una cella separata dagli altri detenuti.
Orientamento della Cassazione
Su LexCED 59 provvedimenti della Corte di cassazione su questo tema (2019–2026). Nel 43% dei casi il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
Esito del ricorso
- Accolto, anche in parte 30%
- Rigettato 26%
- Inammissibile 43%
Provvedimenti per anno
2019
2022
2023
2024
2025
2026
Sezioni
- Penale Sez. 171%
- Penale Sez. 724%
- Penale Sez. 55%
Precedenti più richiamati
- Cass. 37886/2024in 8 provvedimenti
- Cass. 9300/2014in 8 provvedimenti
- Cass. 2116/2000in 5 provvedimenti
- Cass. 52624/2017in 4 provvedimenti
- Cass. 780/1993in 4 provvedimenti
Dati LexCED, aggiornati ogni giorno. L'esito è letto dal dispositivo dei provvedimenti pubblicati; sono esclusi quelli senza dispositivo leggibile.
Norme più ricorrenti in questi provvedimenti
Provvedimenti
Un uomo condannato alla pena dell'ergastolo e a oltre quarantotto anni di reclusione per ulteriori reati ha subito l'applicazione dell'isolamento diurno per dieci mesi. La Corte di appello ha disposto la misura sanzionatoria considerando unicamente la gravità dei reati risalenti agli anni Novanta e la spiccata pericolosità criminale dell'epoca. Il detenuto ha contestato la decisione perché già ammesso alla semilibertà e partecipe di un percorso rieducativo trentennale. La Corte di Cassazione ha accolto parzialmente il ricorso: la sanzione resta obbligatoria per punire i reati concorrenti, ma la quantificazione della durata dell'isolamento diurno richiede la valutazione della condotta successiva al reato. Il giudice territoriale deve riesaminare il tempo della sanzione valorizzando i progressi compiuti dal detenuto.
Continua »
Un condannato per reati associativi, tra cui l'articolo 416 bis c.p., ha impugnato la sentenza che aveva ridotto la durata del suo isolamento diurno a dieci mesi. Il ricorrente contestava la mancanza di proporzionalità tra la riduzione dell'isolamento diurno e quella della pena principale per la continuazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che la motivazione della Corte d'Appello era adeguata, poiché non esiste un obbligo legale di ridurre l'isolamento in modo proporzionale, specialmente considerando la gravità dei reati.
Continua »
Un detenuto, con diverse condanne all'ergastolo e periodi di isolamento diurno, ha contestato la determinazione di un ulteriore periodo di isolamento. Il giudice dell'esecuzione aveva stabilito 18 mesi di isolamento, considerando reati commessi dopo una precedente espiazione. Il detenuto ha sostenuto che l'isolamento si riferiva a un reato del 1980, già coperto. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione. Ha stabilito che il giudice dell'esecuzione deve procedere con un corretto cumulo pene e isolamento diurno, scindendo i reati in base alla data di commissione per applicare il criterio moderatore.
Continua »
Un detenuto condannato all'ergastolo ha chiesto al giudice dell'esecuzione il riconoscimento della continuazione per unificare i reati commessi e ridurre la pena complessiva. Il Tribunale ha respinto la richiesta poiché i reati erano eterogenei e compiuti a notevole distanza di tempo. Inoltre, la pena base restava comunque l'ergastolo, aggravabile con l'isolamento diurno, mentre il limite per le pene temporanee non era applicabile. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile a causa di censure generiche, confermando la decisione e condannando il ricorrente alle spese processuali e al pagamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Un condannato all'ergastolo beneficiava da diversi anni della semilibertà. L'irrevocabilità di una nuova sentenza di condanna per reati di strage ha rideterminato la pena complessiva, aggiungendo tre anni di isolamento diurno. Il Magistrato di sorveglianza ha dunque disposto la cessazione della semilibertà per l'incompatibilità tra il lavoro esterno e il regime isolato. Il detenuto ha proposto ricorso sostenendo la violazione del principio di rieducazione e di progressività del trattamento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la cessazione della semilibertà costituisce una conseguenza oggettiva dell'obbligo di eseguire l'isolamento diurno, il quale ha natura di pena temporanea aggiuntiva. Scontato l'isolamento, il condannato potrà formulare nuova richiesta di ammissione alla misura alternativa.
Continua »
Un condannato all'ergastolo con isolamento diurno per omicidio continuato ha richiesto la riduzione della pena a trent'anni di reclusione. Il ricorrente ha invocato le novità normative introdotte dalla legge n. 479 del 1999 e i principi della giurisprudenza europea. I giudici territoriali hanno respinto l'istanza poiché il soggetto era stato processato con rito ordinario prima dell'entrata in vigore della riforma più favorevole. La Suprema Corte di Cassazione ha confermato il rigetto. Il beneficio della pena temporanea presuppone la richiesta e l'ammissione al rito speciale nella finestra temporale in cui la norma era vigente. La disciplina sul giudizio abbreviato ed ergastolo non opera per chi è stato giudicato con rito ordinario prima delle modifiche legislative. Il ricorso è stato respinto con condanna alle spese.
Continua »
La Corte di Cassazione ha chiarito i limiti della fungibilità delle pene detentive. Il Giudice dell'esecuzione aveva scomputato oltre un anno di sanzione da espiare, equiparando l'isolamento diurno a periodi trascorsi dal condannato in regime di sorveglianza particolare e in carceri speciali. La Suprema Corte ha accolto il ricorso della Procura Generale e respinto le richieste difensive. I giudici hanno stabilito che l'isolamento diurno costituisce una vera e propria pena penale aggiuntiva all'ergastolo, irrogata per la pluralità dei delitti commessi. Al contrario, i regimi di rigore carcerario rappresentano semplici modalità esecutive interne, disposte per ragioni di sicurezza. Di conseguenza, nessuna fungibilità è ammessa tra sanzioni penali e misure amministrative o di prevenzione interna. Il condannato deve quindi espiare per intero la pena accessoria stabilita.
Continua »
Un condannato all'ergastolo in rito abbreviato ha chiesto la sostituzione dell'ergastolo con trent'anni di reclusione mediante incidente di esecuzione, invocando i principi europei del caso Scoppola. I giudici di merito hanno respinto la richiesta perché l'imputato aveva scelto il rito alternativo quando la legge già prevedeva l'ergastolo semplice al posto dell'ergastolo con isolamento diurno. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del condannato. La Suprema Corte ha chiarito che il beneficio della riduzione a trent'anni spetta solo a chi ha richiesto l'abbreviato nella finestra temporale tra il 2 gennaio e il 24 novembre 2000, prima dell'entrata in vigore della norma più restrittiva. Di conseguenza, il condannato deve scontare la pena originaria e versare tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Il Condannato, condannato all'ergastolo e a ulteriori pene detentive, ha richiesto la riduzione della sanzione accessoria dell'isolamento diurno da 18 a 12 mesi, valorizzando la propria condotta positiva in carcere. Il Giudice dell'esecuzione ha respinto la richiesta, ritenendo prevalente la gravità dei reati commessi. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Condannato. I giudici di legittimità hanno chiarito che non è possibile utilizzare un nuovo incidente di esecuzione per contestare decisioni già definitive, aggirando i termini di impugnazione. Inoltre, la determinazione della durata dell'isolamento diurno rientra nella discrezionalità del giudice di merito, che ha motivato in modo logico e insindacabile dando priorità alla gravità dei reati e all'entità delle pene inflitte rispetto al percorso detentivo.
Continua »
Il Condannato, già condannato all'ergastolo e ad altre pene detentive temporanee, ha contestato il provvedimento di cumulo emesso dal Giudice dell'esecuzione. Quest'ultimo aveva rideterminato la sanzione dell'isolamento diurno nella misura di diciotto mesi complessivi, applicando le regole sul concorso di reati. La difesa sosteneva che le pene temporanee fossero già assorbite nell'ergastolo e che l'isolamento fosse stato revocato a seguito della scelta del Condannato di diventare collaboratore di giustizia. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno confermato la piena competenza del Giudice dell'esecuzione nel calcolare l'isolamento diurno in presenza di più condanne e hanno ritenuto non provata la revoca della misura. Di conseguenza, il Condannato ha perso il ricorso ed è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Il Condannato ha impugnato il provvedimento della Corte d'Appello che determinava in un anno e tre mesi la durata complessiva dell'isolamento diurno in sede di esecuzione di pene concorrenti. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile poiché i motivi presentati erano del tutto generici e non contestavano direttamente il provvedimento impugnato, ma miravano a contestare in astratto la legittimità costituzionale dell'ergastolo. Di conseguenza, la Suprema Corte ha confermato il provvedimento e ha condannato Il Condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di tremila euro a favore della Cassa delle ammende.
Continua »
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto contro la rideterminazione della sua pena. I giudici di merito avevano stabilito un aumento a diciassette mesi per la sanzione dell'isolamento diurno. Il ricorrente sosteneva di aver già scontato tale periodo a causa del regime di sorveglianza speciale e dell'auto-isolamento in carcere. La Suprema Corte ha rigettato la tesi difensiva, stabilendo che l'isolamento diurno, in quanto vera e propria sanzione penale, non è fungibile con l'isolamento cautelare o con la custodia in regime di massima sorveglianza, disposti per motivi di sicurezza. Il condannato perde il ricorso e deve pagare le spese processuali.
Continua »
Il Condannato ha impugnato l'ordinanza del GIP che determinava in dieci mesi la durata dell'isolamento diurno, applicata a seguito del cumulo di tre ergastoli e oltre ventidue anni di reclusione. La difesa lamentava un errore nel calcolo della pena complessiva e la mancanza di motivazione sulla durata dell'isolamento. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che il calcolo esatto della pena non incideva sui presupposti dell'isolamento e che la misura di dieci mesi, vicina al minimo edittale di sei mesi previsto dalla legge, è ampiamente giustificata dal concorso di tre ergastoli. Il ricorrente è stato condannato alle spese e al pagamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
La Corte di Cassazione ha confermato il diniego della liberazione anticipata per un detenuto a causa di comportamenti contrari al percorso rieducativo. Il richiedente, durante l'isolamento diurno, aveva comunicato con un altro detenuto attraverso la finestra della cella. Inoltre, in un periodo successivo, aveva rifiutato di svolgere le attività lavorative di pulizia senza alcuna giustificazione medica. La Suprema Corte ha ribadito che l'isolamento diurno vieta i contatti con gli altri ristretti e che il rifiuto ingiustificato del lavoro dimostra la mancanza di partecipazione alla rieducazione. Di conseguenza, il ricorso del detenuto è stato dichiarato inammissibile, con condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Il Condannato, già punito con l'ergastolo per omicidio e associazione mafiosa in un processo, e con oltre otto anni di reclusione per estorsione in un altro, ha chiesto l'unificazione delle pene sotto il vincolo del reato continuato in sede esecutiva. Il Giudice dell'esecuzione ha applicato l'ergastolo con dieci mesi di isolamento diurno. La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta del Condannato di ridurre l'ergastolo a trenta anni di reclusione, confermando che lo sconto per il rito abbreviato era già stato applicato. Tuttavia, la Suprema Corte ha accolto parzialmente il ricorso, annullando il provvedimento per difetto di motivazione sulla quantificazione dell'isolamento diurno. Il caso torna alla Corte d'appello per ricalcolare l'aumento di pena con una motivazione adeguata.
Continua »
Il Condannato, già condannato all'ergastolo e a una pena temporanea di oltre dodici anni, ha impugnato il provvedimento con cui il giudice dell'esecuzione ha fissato in dieci mesi la durata dell'isolamento diurno. La difesa sosteneva che la pena temporanea fosse già stata scontata e non potesse giustificare l'aumento dell'isolamento. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che, in caso di cumulo tra ergastolo e pene temporanee, queste ultime vengono assorbite e sostituite dall'isolamento diurno per evitare che i reati concorrenti restino impuniti. La determinazione della durata dell'isolamento spetta al giudice dell'esecuzione, che valuta correttamente la gravità dei reati originari. Di conseguenza, il Condannato perde il ricorso e deve pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
Continua »
Un cittadino, condannato all'ergastolo con isolamento diurno per omicidio e altri reati, viene successivamente assolto dall'omicidio in sede di revisione. La sua condanna viene rideterminata in ventiquattro anni per i reati restanti. Avendo già scontato l'isolamento diurno, il condannato chiede la riduzione della pena alla metà per i reati concorrenti, applicando in via analogica l'articolo 184 del codice penale. Il giudice dell'esecuzione accoglie la richiesta e ne ordina la scarcerazione. Il Procuratore generale ricorre in Cassazione, ritenendo inapplicabile l'analogia. La Suprema Corte rigetta il ricorso, confermando che l'applicazione analogica a favore del reo è legittima. La ratio della norma, volta a compensare la maggiore afflittività dell'isolamento già subito, si applica a maggior ragione in caso di revoca dell'ergastolo per revisione.
Continua »
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un detenuto condannato a tre ergastoli e trentotto anni di reclusione. Il condannato contestava il provvedimento del giudice dell'esecuzione che, su richiesta del Procuratore Generale, aveva stabilito ulteriori diciotto mesi di isolamento diurno all'interno del cumulo delle pene. La difesa lamentava la mancata valutazione della buona condotta e del periodo di detenzione già scontato. La Suprema Corte ha invece confermato la correttezza della decisione, evidenziando che il giudice di merito ha esercitato legittimamente il proprio potere discrezionale, considerando l'estrema gravità dei reati commessi. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
Continua »
Il Condannato, condannato all'ergastolo e a pene temporanee, ha impugnato l'ordinanza che stabiliva in dodici mesi la durata dell'isolamento diurno. La difesa ha sostenuto che il calcolo fosse errato, poiché basato su pene già espiate e senza considerare i periodi di isolamento già scontati. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, evidenziando un grave vizio di motivazione. Il giudice dell'esecuzione non ha infatti specificato i titoli di reato considerati né ha chiarito i criteri applicati per il calcolo. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato il provvedimento, ordinando un nuovo esame del caso.
Continua »
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto da un uomo condannato per omicidio volontario, tentato omicidio, rissa e porto abusivo di armi. Dopo l'esclusione dell'aggravante dei futili motivi in appello, la sanzione era stata rideterminata in ventotto anni e due mesi di reclusione. Il ricorrente contestava i criteri di calcolo della continuazione e la mancata esclusione espressa dell'isolamento diurno. I giudici di legittimità hanno confermato la correttezza della rideterminazione della pena, evidenziando che gli aumenti applicati per i reati minori erano minimi e ben motivati in base alla gravità dei fatti. Inoltre, la nuova pena detentiva temporanea esclude implicitamente l'isolamento diurno, previsto solo per l'ergastolo. Il ricorrente è stato condannato anche al pagamento delle spese e della sanzione pecuniaria.
Continua »