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Irripetibilità dell'indebito

Definizione

Principio giuridico che, in determinate condizioni, impedisce a un ente previdenziale di richiedere la restituzione di somme versate per errore a un cittadino.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Irripetibilità indebito pubblico: la Cassazione limita la sanatoria
Un Comune aveva erogato indennità ai propri dipendenti basandosi su contratti integrativi poi dichiarati nulli. La Corte d'Appello aveva stabilito l'irripetibilità dell'indebito per i lavoratori, applicando una norma di sanatoria. La Cassazione, invece, ha accolto il ricorso del Comune. Ha chiarito che la sanatoria, prevista dall'articolo 4, comma 3, del D.L. 16/2014, non ha un'applicazione retroattiva illimitata. Essa si applica solo agli atti di costituzione e utilizzo dei fondi per la contrattazione decentrata adottati dopo l'entrata in vigore del D.Lgs. 150/2009 e prima dei termini di adeguamento. La sentenza impugnata aveva errato estendendo la sanatoria a periodi precedenti.
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Indebito previdenziale: errore INPS non salva dalla restituzione
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'INPS può richiedere la restituzione di un indebito previdenziale anche a distanza di anni, se l'errore non dipende da una comunicazione di dati reddituali del pensionato. Nel caso specifico, un pensionato ha ricevuto per anni una pensione più alta a causa di un ricalcolo basato su dati contributivi errati, emersi solo dopo un'ispezione. L'INPS ha chiesto indietro oltre 17.000 euro. La Corte ha chiarito che il termine di decadenza di un anno per la richiesta di restituzione non si applica in questi casi, ma solo quando l'errore è legato a variazioni di reddito non comunicate. Di conseguenza, la richiesta dell'INPS è stata ritenuta legittima e il pensionato deve restituire le somme.
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Indebito previdenziale: deve restituire 112.000€ se l’INPS sbaglia?
Un pensionato, dopo aver chiesto la pensione di anzianità, riprende a lavorare. L'Ente Previdenziale gli eroga comunque la pensione per cinque anni, per poi chiedergli la restituzione di oltre 112.000 euro. Il caso di indebito previdenziale arriva in Cassazione. Il pensionato sostiene che l'errore sia imputabile all'Ente, che disponeva dei dati sulla sua nuova occupazione, e invoca la sua buona fede. L'Ente, invece, afferma che il cittadino aveva l'obbligo di comunicare il cambiamento. La Corte, riconoscendo la grande importanza della questione per l'equilibrio tra tutela del cittadino e finanze pubbliche, non ha ancora deciso. Ha rinviato il caso a una pubblica udienza per un esame più approfondito.
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Compensazione spese di lite: errore INPS è decisivo
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione sulla compensazione spese di lite perché basata su una motivazione contraddittoria. Una corte d'appello aveva compensato le spese affermando che un ente previdenziale non aveva commesso errori, ma allo stesso tempo aveva applicato una norma che presuppone proprio un errore dell'ente per non far restituire le somme al cittadino. La Cassazione ha ritenuto questa motivazione illogica, stabilendo che la decisione sulle spese deve essere coerente con le ragioni della sentenza.
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