Un agricoltore occupava e coltivava arbitrariamente un fondo agricolo altrui dopo la scadenza del permesso temporaneo. Il proprietario subiva l'abbattimento di recinzioni e picchetti di confine con mezzi meccanici. Il Tribunale assolveva l'uomo in sede penale, ma i proprietari impugnavano la decisione per tutelare i propri diritti economici. La Corte di Appello riconosceva la responsabilità civile dell'occupante per il reato di invasione di terreni, condannandolo a risarcire i danni causati. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'imputato. I giudici hanno chiarito che, ai fini del risarcimento civile richiesto nel processo penale, non serve la certezza penale ma si applica la regola del più probabile che non. L'agricoltore deve quindi pagare le spese processuali e risarcire i proprietari.
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