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Interposizione Illecita Di Manodopera

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Provvedimenti

Società in house: no assunzione senza concorso pubblico
Un gruppo di lavoratori, impiegati tramite un appalto di servizi, ha citato in giudizio una società di gestione energetica per ottenere il riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'azienda, una società in house a totale partecipazione pubblica, stabilendo che la sua natura giuridica impedisce la costituzione automatica di un rapporto di lavoro in assenza di un concorso pubblico. La Corte ha chiarito che tale qualifica non è un'eccezione da sollevare entro termini perentori, ma una difesa che il giudice deve valutare d'ufficio. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Dolo specifico: Cassazione annulla condanna per fatture
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per dichiarazione fraudolenta a carico di un amministratore. L'imputato aveva utilizzato fatture per operazioni soggettivamente inesistenti per mascherare un'interposizione illecita di manodopera. La Suprema Corte ha ritenuto che, sebbene i fatti fossero stati correttamente inquadrati come reato, la sentenza d'appello non aveva adeguatamente motivato la sussistenza del dolo specifico, ovvero la finalità precisa di evadere le imposte. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione su questo punto cruciale.
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Interposizione illecita: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società committente, confermando la sentenza che riconosceva l'esistenza di una interposizione illecita di manodopera. I lavoratori, formalmente dipendenti di una ditta appaltatrice di servizi logistici, erano di fatto eterodiretti dalla committente. La Corte ha ritenuto inammissibile la richiesta di una nuova valutazione dei fatti e ha confermato che la fornitura di strumenti di lavoro (PC) e l'esercizio del potere direttivo sono indizi decisivi per qualificare il rapporto come subordinato direttamente con il committente.
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Motivazione perplessa: sentenza annullata e caso da rifare
L'Agenzia delle Entrate contesta a una cooperativa l'omessa ritenuta d'acconto, sospettando un'interposizione di manodopera. Le corti di merito danno ragione alla società. La Cassazione, però, annulla la sentenza d'appello per 'motivazione perplessa', poiché il ragionamento del giudice si riferiva a un caso completamente diverso, rendendo la decisione incomprensibile. Il processo è da rifare.
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